Italia
Maxi truffa alle assicurazioni, 3 indagati
Simulavano il furto di auto di grossa cilindrata per esportarle in Africa. I proprietari si intascavano i premi delle polizze
CARRARA. Passavano da Carrara le auto rubate e illegalmente esportate in Marocco. I proprietari, compiacenti, dopo qualche giorno ne denunciavano il furto, e intascavano il premio assicurativo.
Una maxi truffa sgominata dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Carrara, al termine di una prolungata attività investigativa.
Sono per ora tre gli indagati: uno straniero, residente in città, un carrarese inospettabile e un giovane della provincia di Milano. I reati ipotizzati vanno dalla frode assicurativa, alla simulazione di reato e al favoreggiamento.
I componenti della banda, ramificata su tutto il territorio nazionale, facevano giungere a Carrara auto di grossa cilindrata: le stesse venivano poi trasferite al porto di Genova ed imbarcate prima verso la Spagna e successivamente esportate verso il Marocco.
Nulla di strano in questa procedura se non fosse che i proprietari delle auto, peraltro compiacenti, trascorse alcune settimane ne denunciavano il furto allo scopo di percepire indebitamente il premio assicurativo.
Con questo stratagemma recuperavano il valore economico delle loro macchine, al quale andava aggiunto il corrispettivo ottenuto per l’esportazione all’estero.
Era stato costituito un vero e proprio mercato parallelo di vendita illegale delle auto che vedeva in Carrara la base logistica che collegava alcune città della provincia di Milano con Genova, la Spagna e infine il Marocco e la Tunisia.
Le compagnie di assicurazione, ignare della frode, avevano già liquidato diverse decine di migliaia di euro per risarcire i proprietari delle autovetture.
Il meccanismo della frode avveniva attraverso tre fasi e grazie a numerose connivenze e complicità. Il primo passo era individuare i veicoli che potevano diventare oggetto della truffa: ciò avveniva tramite intermediari, per lo più soggetti di origine extracomunitaria, residenti in grandi città del nord Italia.
Una volta individuati i veicoli, partiva la seconda fase: i mezzi venivano trasferiti a Carrara, ove secondo gli accertamenti eseguiti dagli investigatori del Nucleo Operativo dei Carabinieri, era residente il soggetto che era al vertice dell’organizzazione, anche lui straniero, del quale però non vengono fornite le generalità, il quale aveva il compito di gestire l’affare e mantenere i collegamenti sul piano logistico e finanziario con i paesi africani.
La fase finale consisteva nel formalizzare la denuncia di furto dei mezzi, che ormai erano stati esportati all’estero: quindi partiva la richiesta di risarcimento alle assicurazioni. La complessa indagine è durata circa un anno ed è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano: per i Carabinieri è stato fondamentale l’interessamento dell’Interpol.
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