Il Tirreno

Alluvione, arrivano 20 milioni

di Giovanna Mezzana

A settembre saranno destinati dalla Regione al Comune per diminuire il rischio idrogeologico

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MASSA. L'Italia non è più una sorvegliata speciale dall'Europa e i benefici effetti della ritrovata credibilità si riverberano anche in terra apuana. Come? Con l'arrivo di milioni di risorse fresche che potranno essere impiegati per arginare e/o diminuire il rischio idrogeologico. Il recente nulla osta della Commissione europea alla chiusura della procedura di infrazione per eccesso di deficit che pendeva sul Belpaese (e l'uscita dunque dell'Italia dalla lista nera dei paesi a rischio collasso) scongela per la Toscana un tesoretto da 70 milioni di euro, che per Massa si traduce in 20 milioni di euro, che dovrebbero arrivare in cassa in tempi non biblici. La buona notizia arriva da Firenze e l'ha portata il sindaco Alessandro Volpi alla tavola rotonda di domenica sera che, "a latere" della Festa del Pd di Montignoso, si è svolta tra il ministro dell'Ambiente, lo spezzino Andrea Orlando, e i sindaci della costa apuana e della Versilia: tema del dibattito, appunto, il rischio idrogeologico.

Si allentano i vincoli. Nel momento in cui l'Italia esce dalla procedura d'infrazione, diventa possibile beneficiare di una sorta di Golden rule, cioè la regola d'oro che consente di non conteggiare nel deficit gli investimenti pubblici particolarmente meritevoli. In altre parole il giogo del Patto di stabilità diventa per i sindaci più sopportabile. «Le compartecipazioni alle spese di investimento non sono più rilevanti ai fini del Patto di stabilità - spiega il sindaco Volpi - di conseguenza possono essere destinate e quindi spese». Per la Toscana si parla di 70 milioni di euro di compartecipazione di fondi europei da impiegare sul fronte del dissesto idrogeologico, che il presidente della Regione «Rossi destinerebbe per una buona parte - conferma Volpi - a Massa»; è questa l'intenzione che il Governatore ha espresso qualche giorno fa in un incontro pubblico a Carrara, nella sede della Confindustria apuana. Firenze intende firmare un protocollo per definire sia le modalità di erogazione che il quantum «già a settembre» aggiunge il primo cittadino.

La promessa di Orlando. Le colline del Candia, Bonascola e Corsanico, Monte di Ripa e Lavacchino: da Carrara a Seravezza, i sindaci e le rappresentanze dei comuni apuani e versiliesi - presenti oltre a Volpi, il sindaco di Montignoso Narciso Buffoni, il vice-sindaco di Carrara Andrea Vannucci, i consiglieri delegati di Pietrasanta e Seravezza Alessandro Biagi e Alex Pardini, e Marino Petracci, segretario del Pd montignosino – hanno descritto al ministro Orlando quanto il territorio sia fragile e quali sollecitazioni i governi locali hanno dovuto e devono sopportare per muoversi tra programmazione a lungo termine e gestione delle emergenze. «Voglio mantenere un legame fortissimo con questo territorio – li ha rassicurati il numero uno del dicastero dell’Ambiente – Nei vostri Comuni l’emergenza non è superata ed è storico il problema del rischio idrogeologico».

Le risorse. Il ministro ha anche tracciato la road map che i sindaci dovrebbero seguire per assicurarsi più chance nell’assegnazione delle risorse (limitate) del fondo nazionale per il rischio idrogeologico (500 milioni era la dotazione finanziaria del fondo lo scorso anno, 3,5 miliardi di euro è il fabbisogno stimato a livello Italia): «Punto primo: scrivere le mappe del rischio – sono i dettami del ministro Orlando – mettere a punto piani per dimostrare di essere in grado di spendere i soldi che si chiedono, essere consapevoli che le risorse non arriveranno se si continuerà a costruire». I sindaci sono stati avvisati.

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