Il Tirreno

In 150 si dimenticano i soldi in banca: come recuperarli

In 150 si dimenticano i soldi in banca: come recuperarli

Depositi negli istituti di credito inattivi da più di dieci anni C’è tempo 6 mesi prima che finiscano in un Fondo

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MASSA. Potrà sembrare strano, ma sono tanti coloro che dimenticano i soldi in banca. In questa prima parte del 2013, infatti, sono già entrati in stato di dormienza circa 151 conti a Massa (sono circa 675 i conti dormienti dal 2008 ad oggi). Certo, nella maggior parte dei casi si tratta di cifre non enormi (seppure debbano essere superiori a 100 euro per poter essere censite), ma comunque sempre di soldi stiamo parlando.

Cosa sono. Si tratta di depositi (libretti a risparmio bancari, cassette di sicurezza, conti correnti, strumenti finanziari, contratti di assicurazione, assegni circolari mai rimborsati, titoli azionari e obbligazioni appartenenti a persone decedute o scomparse) che non risultano più movimentati da dieci anni a partire dalla data di libera disponibilità delle somme. Gli intestatari, o gli eredi, hanno tempo 180 giorni dalla pubblicazione del rapporto per riattivare o riversare il conto. Dopodiché il denaro verrà girato in un apposito fondo statale. I conti intestati a cittadini del circondario che compaiono nelle liste sono finora 151.

I nominativi. L’elenco è stato pubblicato sul sito della Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici che gestisce il fondo sopra citato e che ha ricevuto i dati direttamente dagli istituti di credito. Grazie alla Finanziaria 2006, ogni anno banche, assicurazioni e Poste devono censire tutti i conti aperti e comunicarne gli estremi (nome, data e luogo di nascita del titolare, istituto e codice identificativo del rapporto) di quelli non movimentati da dieci anni al ministero dell’Economia e alla concessionaria. Ogni anno il numero di conti che entrano in stato di dormienza si aggira intorno al milione a livello nazionale, per un ammontare totale che si avvicina ad un miliardo di euro.

Il rischio. Dal momento che in molti casi i rapporti appartengono a persone anziane o addirittura decedute, buona parte di essi non vengono movimentati (per farlo è necessario compiere un’operazione qualsiasi come un prelievo o un accredito) entro il termine previsto e il denaro viene versato nel fondo gestito da Consap.

L’iter previsto. Dal 2010, però, è possibile tornare in possesso dei soldi anche dopo che il conto è stato accantonato e ci sono altri dieci anni di tempo per richiedere il rimborso. Basta inviare un modulo di richiesta, reperibile sul sito www.consap.it, all’inidirizzo Consap S.p.a. - Rif. Rapporti dormienti - via Yser, 14 - 00198 Roma oppure tramite mail a rapporti dormienti@consap.it. Inoltre per informazioni è attivo anche un call center al numero 85796444 nell’orario 9-17 dal lunedì al venerdì. Al modulo devono essere allegati copia di un documento di identità, copia del codice fiscale, eventuale certificato di morte del titolare nel caso in cui sia deceduto e siano gli eredi a reclamare il conto, copia del libretto di deposito o dell’assegno circolare e l’eventuale dichiarazione di qualifica di erede del titolare.

I tempi. Le domande saranno esaminate e potrebbe trascorrere fino ad un anno prima di ottenere il rimborso del denaro.

Non hanno diritto al rimborso i titolari di assegni circolari non riscossi entro i 3 anni dall’entrata in dormienza, i beneficiari di importi relativi a contratti di assicurazione una volta trascorsi 2 anni e quelli di buoni fruttiferi postali non riscossi entro 10 anni.

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