Toscana
Rotti i sigilli nella villa del sequestro
Qualcuno ha cercato di entrare a casa Destri, anche nella stanza dove era tenuto prigioniero Andrea Calevo
SARZANA. Qualcuno ha cercato di entrare nella villetta del sequestro Calevo. Proprio in quella casa dell’imprenditore Pierluigi Destri, dove per 15 giorni, dal 16 dicembre scorso, rimase prigioniero il giovane imprenditore di Lerici, Andrea Calevo.
Ieri mattina, durante il sopralluogo dei legali della difesa Destri e Viti, sono stati trovati rimossi i sigilli ed è stata forzata una porta laterale a pian terreno della casa di Sarzana dove era stato nascosto Calevo.E che adesso si trova sottoposta a sequestro preventivo come molti altri beni del Destri.
Ma durante il sopralluogo dei legali della difesa, accompagnati dai carabinieri di Sarzana, è emerso anche un altro particolare inquietante.
Nellaa taverna della villetta, proprio nella stanza dove era tentuo prigioniero Andrea Calevo, sono stati rinvenuti altri chairi segni di effrazione: qualcuno ha cercato di spaccare ilv etro della stanza, ma l’inferriata non lo ha consentito.
Insomma qualcuno però ha cerctao di entrare nella casa del sequestro. E sotto sequestro da parte della Procura di Genova ha chiesto e ottenuto il sequestro conservativo di beni immobili per un valore di 1,5 milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta sul rapimento dell’imprenditore spezzino Andrea Calevo. I beni sono stati sequestrati a Pierluigi Destri (secondo l’accusa, ideatore del rapimento), alla moglie Anna Viti, a Davide Bandoni e a Carlo Salvatore Antola.
Ed era stato il Ros dei carabinieri e gli agenti della squadra Mobile della polizia di Genova e della Spezia a metter e i sigilli a 11 tra villini e appartamenti fra Sarzana, Milano e Marina di Carrara. Oltre a cinque garage, e undici appezzamenti di terreno; inoltre, sono state sequestrate anche quote societarie per 120mila euro e altri 2mila euro su un conto in banca.
A settembre l’udienza a Genova per il dissequestro dei beni. La villa dove era stato nascosto Calevo è stata sottoposta a sequestro preventivo, mentre le altre unità immobiliari serviranno nel caso di condanna definitiva a risarcire le eventuali parti civili e anche lo Stato per le spese processuali sostenute. In totale un milione e mezzo di beni. E proprio sulla richiesta di dissequestro, avanzata dai legali Giulia Feliciani e Enrico Panetta per Pierluigi Destri, Valentina Antonini per la moglie dell’imprenditore, dovrà esprimersi il tribunale del riesame di Genova: l’udienza è già fissata per il 15 settembre.
Il processo si apre il 1 ottobre. Davanti alla corte di Assise del tribunale della Spezia si aprirà il processo a carico di Pierluigi Destri, accusato di essere la mente del sequestro, anche Carlo Salvatore Antola (perché, a conoscenza dei fatti, non li riferiva alla procura e cooperava nel sequestro), Giancarlo Ferrari (genero di Destri perché ha accompagnato Destri a fare la telefonata con cui ha chiesto il riscatto), Anna Viti (perché a conoscenza del sequestro, non lo riferiva alla procura). Il nipote di Destri, Davide Bandoni, 23 anni, gli albanesi Simon Halilaj e Fabion Vila, di 20 e 19 anni hanno chiesto il rito abbreviato.
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