Il Tirreno

«Riduzione di orario o licenziamenti»

«Riduzione di orario o licenziamenti»

Il presidente della Dussmann non vede alternative: la spesa sanitaria è destinata a scendere, si contrarranno gli appalti

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CARRARA. Salta l’incontro tra Dussmann e sindacati sollecitato dall’assessore alla Sanità Marrone: i lavoratori parlando di mancanza di democrazia e per la srl replica, a distanza, il presidente Pietro Auletta: «La situazione di mercato non ci lascia scelta, ridurre le ore o licenziare I contratti di solidarietà funzionano quando all’orizzonte si intravede una ripresa ma noi sappiamo che nei prossimi anni la spesa per la Sanità è destinata a ridursi ulteriormente, quindi l’unica strada è quella di una riparametrazione del lavoro, che significa riduzione dell’orario o licenziamenti»: non usa tanti giri di parole il presidente di Dussmann Service, il colosso delle pulizie sanitarie protagonista di una delicata vertenza legata agli appalti negli ospedali della Provincia.

A maggio la srl ha annunciato il 22% per cento di ore di esubero scese poi, dopo una lunga trattativa, al 12%, aprendo una procedura di mobilità che oggi riguarda 28 posti di lavoro: le lettere di licenziamento partiranno l’8 agosto e le speranze di scongiurare questa ipotesi sembrano affievolirsi di giorno in giorno. Sindacati e lavoratori chiedono l’applicazione dei contratti di solidarietà, Dussmann finora ha sempre risposto picche e anche lo spiraglio che si era aperto martedì con la notizia di un incontro sollecitato dall’assessore regionale alla Sanità Luigi Marrone, si è chiuso in meno di 48 ore, con la srl che ha comunicato la sua impossibilità a partecipare all’appuntamento.

E mentre i dipendenti commentano l’accaduto accusando Dussmann di calpestare le istituzioni e la democrazia, la replica arriva direttamente dal vertice della srl, per bocca del presidente di Dussmann Service Pietro Auletta il quale spiega: «Non abbiamo potuto partecipare all’incontro a Firenze per motivi logistici, e l’abbiamo comunicato alla Regione, tre ore dopo aver ricevuto l’invito», e aggiunge che i dirigenti di riferimento si trovavano in altre località del Paese e non avrebbero potuto raggiungere Firenze con così poco preavviso. Nessuna mancanza di rispetto per le istituzioni dunque ma semplici problemi organizzativi, secondo il presidente Auletta che poi entra nel merito della vertenza: «Il punto è che possiamo parlare e incontrarci quante volte vogliamo, ma da discutere c’è davvero poco. Il problema c’è ed è di respiro nazionale: la spesa sanitaria è destinata a scendere, anche per legge, e quindi nei prossimi anni andremo verso una contrazione degli appalti. Chi opera in questo settore deve dunque riparametrarsi, in base alle nuove prospettive».

Tagli obbligati dettati dalla spending review? Non solo: igienizzare una sala operatoria o pulire una sala d’aspetto è un intervento profondamente diverso per costi, tempi e numero di personale impiegato.

«L’impatto delle spending review varia a seconda di dove le Asl decidono di tagliare», spiega Auletta.

«Ho visto quello che è accaduto a Pistoia e in altre zone del Paese dove sono stati aperti questi grandi ospedali per acuti: i tagli oscillano tra il 20 e il 30 per cento».

Quanto poi ai suoi dipendenti Auletta afferma: «Capisco le loro difficoltà, se potessi integrerei le ore di esubero spostando il personale dove c’è più lavoro, ma purtroppo la situazione è la stessa in tutto il Paese: per questo – conclude il presidente di Dussmann – non c’è prospettiva e se i sindacati non accetteranno la riduzione dell’orario, saremo costretti a licenziare».

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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