Il Tirreno

L’addio al dottor Giovanni Enrico Vannucci

L’addio al dottor Giovanni Enrico Vannucci

Persona stimata nel lavoro e nella vita. “Tradito” dal suo cuore a 47 anni lascia nel dolore genitori, amici e pazienti

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CARRARA. E’morto a 47 anni, il dottor Giovanni Enrico Vannucci, medico specializzato in otorinolaringoiatria, molto conosciuto nella sua professione e stimato da tutti coloro che lo conoscevano.

Lavorava nell’Asl apuana, al distretto sanitario di Avenza. Aveva lavorato per una quindicina di anni presso le Terme di Baiano e a Pisa come ricercatore, e si era soprattutto concentrato sull’attività a stretto contatto con i pazienti, guadagnandosi la loro stima e fiducia per la scrupolosità con la quale li seguiva.

Al di fuori del lavoro, era anche appassionato di pittura, disegnava, e amava scrivere. Una persona riflessiva, profonda, competente, aperta verso gli altri.

Ha dedicato la vita alla sua professione, dividendosi fra l’ambulatorio e la casa dove viveva con i genitori a Marina. Ma il cuore, quello che metteva in ogni cosa che faceva, lo ha tradito. Una, due volte.

«Aveva avuto un’avvisaglia nel 2006» racconta la mamma Enrica, che non riesce, come il marito, a frenare il dolore che l’ha invasa per la perdita del suo unico figlio.

La famiglia è molto conosciuta e anche per questo per l’ultimo saluto al medico, c’era una folla ai funerali. La signora Enrica è stata insegnante di francese all’Einaudi, poi al Toniolo di Massa e quindi di nuovo all’Einaudi fino alla pensione.

Parla con immenso amore del figlio: «Era bravissimo anche durante la scuola. All’università ha vinto borse di studio per 4 anni, si è specializzato. Poi nel lavoro, era ben voluto da tutti, era appassionato e pensava sempre al prossimo».

C’era tantissima gente ai funerali che si sono svolti a Marina nella chiesa della Santissima Annunziata di via Bassagrande, e tutti si sono stretti attorno ai genitori del dottor Vannucci, per portare il loro conforto.

Il destino ha spezzato la vita del medico mentre si trovava ad Asti da alcuni amici. Una breve vacanza, finita nel modo peggiore.

Ancora una volta il cuore, e questa volta il malore è stato fatale.

«Ci hanno avvisato – racconta la mamma – e siamo andati subito ad Asti. E’ accaduto il 29 luglio». Là, il primo straziante momento. Per il medico non c’è stato nulla da fare. E poi i genitori hanno riportato a casa il figlio, per l’ultima volta.

«Non mi rassegno – dice mamma Enrica in lacrime - e penso che da un momento all’altro mi appaia davanti come se fosse ancora qui». E in un certo senso è così: qui resta il ricordo positivo che ha lasciato di sé.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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