Il Tirreno

«Strade e aree: ecco cosa manca alle imprese»

di Alessandra Vivoli
«Strade e aree: ecco cosa manca alle imprese»

L’analisi del presidente di Assindustria: il Sin è come una camicia di forza Per il lapideo 5 proposte: scuola e nuove regole, la ricetta per cambiare

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CARRARA. Il grosso problema del lavoro (il dato della disoccupazione in provincia raggiunge il 13% e supera di 4 punti la media nazionale) ancora tutto da risolvere e legato a doppio filo al sottodimensionamento del settore manifatturiero.

E una necessaria riorganizzazione del settore del marmo che passi attraverso nuove regole ma anche dal mondo della scuola e la rivitalizzazione dell’artigianato. Questi i punti al centro della relazione, e soprattutto messi nero su bianco nell’agenda del presidente di Assindustria Giuseppe Baccioli.

I traguardi raggiunti e i nodi da sciogliere. Quella del numero uno della Confindustria apuana, nell’ambito della conferenza annuale dell’associazione, è stata un’analisi a 360 gradi del territorio, dai traguardi raggiunti negli ultimi mesi (l’apertura della strada dei marmi, la spedizione del primo modulo Gorgon e la soluzione della crisi dei Nuovi Cantieri Apuania). A i segnali positivi sul porto illustrati da Francesco Messineo, presidente dell’Authority: «Progetti pronti e compatibili con l’ambiente». Fino ai nodi ancora da sciogliere, quelli che bloccano - ha sottolineato Baccioli - lo sviluppo della provincia: il Sin, la disponibilità delle aree e le infrastrutture. «La camicia di forza del Sin si sta allentando grazie all'azione della Regione e del suo presidente - ha sottolineato Baccioli rivolto a Enrico Rossi, seduto al tavolo dei relatori - ma resta comunque una camicia di forza. Ora dobbiamo bruciare le tappe del Sir (sito di interesse regionale, non più nazionale), perché le imprese possano avere le autorizzazioni in tempi ragionevoli».

A.A.A: cercasi aree e infrastrutture. «La disponibilità delle aree è un fattore cruciale - ha continuato il presidente Baccioli - quelle ex Eaton compresa, devono rimanere a uso industriale e dobbiamo modificare i regolamenti che ne consentono impieghi diversi; i lotti che saranno liberati dopo le bonifiche dovranno accogliere i nuovi insediamenti industriali». Arriva anche una frecciata al consorzio zona: «Una opportunità ci può arrivare dalla riorganizzazione del consorzio Zia, che potrebbe fare di questo ente, oggi in tutta franchezza privo di funzioni, uno strumento efficace per il sistema delle imprese». «Per quanto riguarda le infrastrutture dobbiamo completare - ha proseguito nella sua analisi il numero uno di Confindustria - il sistema con la rete viaria di sedici metri dal Frigido al porto, promuovere la posa della fibra ottica e restituire decoro alle aree attualmente abbandonate. Con questi interventi possiamo innescare la reindustrializzazione».

Cinque proposte per il marmo. Il presidente degli industriali ha cominciato snocciolando un dato significativo. «Tutto il distretto apuo versiliese rappresenta solo l’1% della produzione mondiale: 12 milioni di tonnellate su 116 milioni. È un piccolo choc che scardina alcune nostre certezze: non siamo il centro del lapideo ma neppure più la periferia». E punta il dito: «Non stiamo disgregando i monti, il nostro distretto produce come trent’anni fa, nonostante le nuove tecnologie).

Un capitolo è stato dedicato ai sassi: «È nato un settore ausiliario alle cave che si è specializzato nel loro recupero. I sassi così diventano materie prime, non c’è bisogno di sterili polemiche».Per quel che riguarda, infine il rilancio del lapideo Baccioli ha elencato 5 proposte: investire sulla disponibilità delle arre: «Anche e soprattutto nella zona in cui sbocca la strada dei marmi».

Investire inoltre, ha proseguito Baccioli, sull’artigianato, ricreando le vecchie botteghe (c’è un progetto di Assindustria rivolto ai giovani), sull’istruzione puntando sulla scuola del marmo. E infine sulla comunicazione: «Un’occasione irripetibile sarà Expo 2015» e su un nuovo assetto normativo: «attraverso un confronto franco e bilaterale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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