Attenzione
Rumori dalla centrale a biomasse protestano residenti di Mulazzo
Contestazioni all’impianto per la produzione di energia: nel mirino l’odore di fumo e i decibel alti I pannelli fonoassorbenti dovrebbero limitare l’inquinamento acustico, ma non convincono la gente
MULAZZO. La centrale a biomasse doveva essere, negli intenti originari, un’opportunità sotto molteplici punti di vista.
In primis per la creazione di energia pulita e poi, grazie allo sfruttamento del cippato, eliminare i residui lignei che ancora occupano gli alvei del fiume.
Sebbene in parte, questi target sono stati raggiunti, ma la coabitazione con l’impianto sta avendo un impatto devastante su chi risiede nei pressi.
Alcuni cittadini, infatti, lamentano una serie di problematiche legate alla coesistenza con il tessuto residenziale.
«La situazione – racconta uno di loro – va avanti ormai da tre mesi. Il primo incontro con il sindaco risale a maggio, abbiamo esposto la situazione e sono state fatte delle promesse per quanto riguarda la risoluzione del problema, che sta diventando sempre più insostenibile con il passare delle settimane».
Sono principalmente due gli aspetti negativi che i cittadini denunciano: l’inquinamento acustico e l’odore acre del fumo che esce dal comignolo dopo il processo di combustione del cippato. Per quanto riguarda il rumore, qualcosa è già stato fatto, ma ha solo attenuato il problema. Si è passati infatti da una punta iniziale di 78 decibel a quella attuale che si aggira attorno ai 64, che comunque rimane alto se si considera la continua esposizione che gli abitanti hanno a questo suono.
«Il rumore va avanti - affermano - sia di giorno che di notte, creando tanti problemi. E’ una situazione logorante che sta mettendo a dura prova i nostri nervi, poi degerata ulteriormente con l’installazione delle nuove ventole che, in attesa della costruzione della conduttura che porterà il calore alle scuole e al municipio, servono a dissipare il calore che non può essere erogato. Si è passati da due ventole a otto, con una quadruplicazione del rumore. Anche se qualche pannello fonoassorbente è stato installato, non è sufficiente. Viviamo uno stress costante con questo frastuono a pochi metri dall’uscio».
Le richieste non sono roboanti, non chiedono la chiusura e il trasferimento dell’impianto, bensì una maggiore attenzione alle norme di salute pubblica, indirizzando un messaggio ai proprietari della centrale: «Nonostante la buona volontà, non registriamo un impegno da parte della società a risolvere questo disagio. Noi crediamo che si debba risolvere nel più breve tempo possibile, affinchè si possa tornare a godere di quella tranquillità che abbiamo perduto. Se ciò non accadrà ci riserviamo di informare gli organi competenti della situazione che stiamo vivendo».
Cristiano Borghini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
