Il dolore
«Mamma e papà sono morti in un incidente»
Le bambine sanno che i genitori non ci sono più. Ma l’orrore per ora rimarrà nascosto
MASSA. Ieri pomeriggio la piccola Mayla, otto anni, e la sorellina Noemi, sei, hanno saputo che mamma Cristina e papà Marco non ci sono più. Sono morti in un incidente. Non tutta la verità, ma una parte di verità era giusto dirla alle bimbe dato che oggi ci sono anche i funerali. Da domenica le sorelline si trovano in casa dello zio Ivan e della zia Helga, hanno sempre giocato con i cuginetti e non hanno mai chiesto dei genitori. Si sono godute un periodo di tranquillità senza sapere l’orrore che le ha travolte. Ivan si è fatto aiutare dai Biagi per fare questo passo e prima ha chiesto a degli esperti come comportarsi per non provocare un trauma peggiore alle piccine. Gli specialisti ieri mattina lo hanno confortato, dandogli quel coraggio che gli serviva. La reazione di Mayla e Noemi resta chiusa nei loro cuori.
Erano state tenute al di fuori da questa immane tragedia che ha già cambiato loro la vita. A casa di Ivan ed Helga perché dai nonni materni era impossibile, visto il clima che si respirava. Sono stati giorni terribili per i congiunti di Cristina. Sarebbe stato davvero traumatico per le figlie della donna assistere ai pianti e alla disperazione. Per ora non sono state affidate a nessuno. Servirà molta collaborazione tra i Loiola e i Biagi. Ma questa pare esserci già, per fortuna. Se ne occuperanno i servizi sociali e il tribunale, ma non c’è fretta. Verranno date a una delle famiglie, a qualcuno vicino a Cristina e Marco che si farà avanti. Sono persone che possono accoglierle senza problemi, lo faranno. Anzi in parte lo hanno già fatto, dato che i nonni materni hanno detto di essere pronti all’affido.
Ma l’ultima parola spetterà al giudice del tribunale dei minori di Genova. Con ogni probabilità lasceranno l’abitazione degli zii dopo il funerale, al quale non si sa ancora se parteciperanno (l’intenzione è quella di portarle in duomo). Ma non sarà un distacco totale perché gli zii, come hanno fatto in questi mesi difficili, di liti furibonde e chiamate a polizia e carabinieri, vogliono essere presenti. Del resto in questi giorni sono state tenute come due bamboline lontane dall’orrore, dagli spari e dalla disperazione.
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