Il Tirreno

Fossone scavalca il sindaco: ci aiuti Rossi

Associazione Vitae accusa il Comune: a quasi un anno dall’alluvione messa in sicurezza incompleta, temiamo nuovi disastri

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CARRARA. Il paese di Fossone, paese del sindaco Angelo Zubbani, si ribella. E èunta il dito contro il Comune. Non è la prima volta dall’alluvione del novembre 2012: la paura che le case possano essere di nuovo inondate da futuri nubifragi, e le preoccupazioni per come stanno andando avanti i lavori di messa in sicurezza dei canali, hanno fatto sì che al termine dell’ultima assemblea, la gente abbia deciso di rivolgersi direttamente al presidente della Regione, Enrico Rossi. Una lettera aperta.

«L’Associazione Fossone Vitae, esercita controlli e verifiche costanti circa l’avanzamento e la reale utilità dei lavori di messa in sicurezza che si sono resi necessari a seguito degli eventi alluvionali del novembre 2012, al fine di prevenire il ripetersi di effetti così devastanti per i cittadini di Carrara ed in particolare della frazione di Fossone. Vogliamo sottolineare il nostro disappunto e rammarico in merito agli interventi fino ad oggi eseguiti dal Comune ai principali canali di scolo acque piovane che attraversano Fossone. Nel novembre 2012 il nostro paese ha subito ben due alluvioni che hanno devastato diverse abitazioni (alcune delle quali sono ancora inagibili). La nostra Associazione si è costituita in conseguenza dei lavori (assolutamente precari) che il Comune stava allestendo dopo la catastrofe, con lo scopo principale di monitorare i lavori in corso d’opera e collaborare con l’Uff. Tecnico del Comune di Carrara per verificare la funzionalità dei canali ancora esistenti e dei fossati (anche privati) che convogliano le acque piovane verso il mare. Purtroppo siamo a rilevare, a distanza di quasi un anno, che la situazione è ancora disastrosa e temiamo seriamente che il prossimo inverno possa ripetersi quanto già accaduto».

Gli abitanti fanno alcuni esempi per far capire la loro preoccupazione: «Il non completamento dei lavori che si sono fermati dopo aver parzialmente ripulito il canale tombato del Pelucara per un tratto di circa 400 metri, lasciando la situazione a valle e a monte nella medesima condizione dopo le alluvioni. Così come il Canale della Chiosa dove è stata creata una vasca di decantazione lasciando inalterata la tubatura esistente, giudicata anche dagli stessi tecnici del Comune inadeguata per la sua capacità. L’Associazione – si dice nella lettera aperta a Rossi – ha più volte segnalato, anche in Consiglio Comunale, le criticità: argini incompleti, frane in corso, detriti, rifiuti abbandonati ancora sparsi dappertutto, griglie non adatte a trattenere i materiali ingombranti, vasche di decantazione sempre piene di fango, canali distrutti o spariti, terra e sfalci abbandonati, pronti ad essere trascinati a valle».

Al governatore Rossi viene spiegato che il paese di Fossone si trova alla base di tre colline (Montebarbuto, Santa Lucia, Monteverde), «quindi è ovvio che se manca una efficiente struttura di canalizzazioni, l’acqua piovana ad alta intensità non può che riversarsi sulle strade e dentro le nostre case. Fossone paga oggi l’incuria e la pessima amministrazione degli ultimi trent’anni, con poche zone rimaste ancora libere dalla eccessiva cementificazione, che ha pregiudicato seriamente la viabilità e i servizi urbanistici, cementificazione che il Comune non si decide a fermare rendendo ancora edificabili nuovi terreni agricoli ed accettando che storici canali di scolo spariscano».

Gli abitanti che fanno parte dell’associazione dicono di avere segnalato più volte al sindaco e all’Ufficio tecnico del Comune«quanto deve essere ancora fatto, la risposta è stata la sguente: “non ci sono soldi per proseguire i lavori per la manutenzione dei canali”. Così tutto resta come prima o quasi, compresa la paura di essere di nuovo investiti da ondate di fango e acqua».Quindi critiche e accuse di «inerzia» all’amministrazione. E l’appello al presidente Rossi, «affinché possa intervenire e scongiurare questi nostri timori grazie ad un suo incisivo intervento nei confronti di chi, fino ad oggi, ha dimostrato di non saper né pianificare né realizzare interventi adeguati e soddisfacenti per dare quella sicurezza che ogni cittadino ha il diritto di avere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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