Sicurezza
Stop emergenza, smobilitano i volontari
Le cucine della Croce Rossa e il punto di accoglienza allestito nella palestra comunale da oggi non sono più operativi
CASOLA. Il volontariato smobilita. La struttura che, per oltre un mese, ha sorretto le famiglie sfollate a causa del terremoto, toglierà, è proprio il caso di dirlo, le tende.Cucine da campo, brande, tavoli e tendoni, dal primo agosto torneranno nei depositi in attesa, si spera il più lontano possibile, di essere riutilizzati. Lo comunica il sindaco Riccardo Ballerini che, dallo scorso 21 giugno, non ha mai abbandonato il posto di comando, di fatto restando accanto ai cittadini che hanno avuto le case totalmente o parzialmente lesionate dal forte sisma registrato proprio il primo giorno d’estate e, in successione, dallo sciame sismico.
«Il numero delle persone che usufruivano dell’assistenza dei volontari, sia per il servizio mensa che per l’utilizzo del dormitorio allestito nella palestra comunale - dice Ballerini - è andato sempre più calando. In pratica, nei giorni scorsi, circa una ventina di persone, non di più, si presentava alla distribuzione dei pasti e, ancora meno, trascorreva la notte sulle brandine messe a disposizione dalla Protezione civile. Infatti quasi tutti gli sfollati hanno nel frattempo trovato sistemazione, chi da parenti e amici e chi in seconde case messe a dispozione da privati. Queste persone provenivano in prevalenza dalle frazioni di Regnano, Casciana e Codiponte, ossia le zone più colpite dal terremoto. Il servizio offerto dai volonatri e dalla Croce Rossa è andato avanti sinora, comprendendo anche il confezionamento di pasti per le persone di fede musulmana che, in questo periodo dell’anno, devono digiunare lungo il giorno e mangiare solo a notte fonda. Un grande impegno da parte di tutti durante un’emergenza iniziata quaranta giorni fa e che, adesso, finalmente, pare darci tregua. Da qui in avanti partirà invece la fase del computo dei danni, stilato in base alle relazioni tecniche. Ci sarà poi da discutere su come dividere la cifra stanziata dal Governo per i primi interventi che, al momento, è fissata a circa 2,8 milioni di euro. Poi ci sarà la fase di ristrutturazione degli edifici più gravemente lesionati che, purtroppo, a Casola sono in numero cospicuo.
Sta di fatto, comunque, che la sospensione del servizio di volontariato segna un punto positivo per un comprensorio martoriato e già disagiato per la morfologia del terreno su cui vive la popolazione, oltrechè dalla distanza dei vari servizi, non ultimo quello sanitario e quello commerciale».
Fabrizio Palagi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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