Il Tirreno

Scarpe rosse contro il femminicidio

Le donne le stanno deponendo sulle scale della chiesa, invito anche agli uomini: il messaggio di “Torano notte e giorno”

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CARRARA. E’ un’opera collettiva denominata “ Ciò che resta”, non solo materialmente ma soprattutto nella mente. Uno stimolo alla riflessione. No al femminicidio. Un messaggio che diventa ancora più forte, e che lancia Torano nelle sue serate d’arte e cultura »Torano notte e giorno», dopo il fatto di sangue a Massa, e la morte di Cristina Biagi.

Scarpette lasciate sulla scalinata della chiesa del paese, scarpe rigorosamente rosse. Un invito alle donne, affinché portino lì le scarpe, ma anche agli uomini, ai padri, ai fidanzati, per una presa di coscienza collettiva.

Fino al 13 agosto a Torano si potrenno ammirare decine di installazioni artistiche, ma ora si aggiunge anche questa iniziativa che ha già avuto risposte, dalle donne che sono andate a mettere sulla scalinata le scarpe rosse.

"Torano Notte e Giorno" dice no al femminicidio e invita dunque le donne, tutte le donne, a lasciare le proprie scarpe di colore rosso, di qualsiasi tipo, sulla ripida scalinata che porta alla piccola chiesa del paese.

E' iniziata la lenta processione di ragazze e donne di tutte le età che hanno "raccolto" il messaggio lanciato dagli organizzatori della rassegna di arte, cultura, tradizioni di Torano.

Il gesto, di ribellione alla violenza sulle donne, si mescola con la traquilla rassegna culturale, dove sono protagonisti trenta artisti in una grande esposizione nelle strade e nei locali.

Le prime paia di scarpe sono state già "abbandonate" da diverse donne sulla scalinata in queste ore insieme alla paura di essere prede e bersaglio della brutalità maschile in un periodo nero come questo, perché in 6 mesi sono state uccise 81 donne.

Un messaggio che diventa ancora più forte e vicino alla nostra quotidianità dopo l'omicidio di Cristina Biagi, la donna, madre di due bambini, uccisa domenica scorsa a Marina di Massa dall'ex marito.

«81 donne sono state barbaramente uccise negli ultimi 6 mesi e questo basta per dire che siamo di fronte ad una emergenza sociale; - spiega Emma Castè direttore Artistico dell'Associazione Mar-Ble che organizza in collaborazione con il Comitato Pro-Torano e Luigi Massari la rassegna nel paese - spero che troveremo nella scalinata, a fianco delle scarpe delle donne che aderiranno alla nostra iniziativa, anche quelle di uomini, padri di famiglia e fidanzati. In quest'opera collettiva tutti possono diventare artisti e protagonisti del messaggio che vogliamo lanciare. Ogni paio di scarpe lo rafforza».

Insieme alle scarpe rosse simbolo universale della lotta al femminicidio, gli abitanti di Torano hanno steso dei drappi rossi. "Ciò che resta", questo il nome dell'installazione, è un'opera collettiva in continuo mutamento.

L'installazione sul femminicidio coincide purtroppo - ci tengono a precisare gli organizzatori - con il brutto fatto di cronaca di Marina di Massa e culminerà l'8 agosto con una singolare e particolare performance che avrà come palcoscenico proprio la ripida scalinata che porta nel cuore della borgata di Torano. Ci saranno attori, un musicista, una voce particoalre: una rappresentazione dantesca.

Si ricorda che per raggiungere Torano è previsto un servizio gratuito di trasporto messo a disposizione da Paola Malatesta con partenza davanti al Comune di Carrara e che farà tappe in località San Martino e Fuori Porta.

Il servizio sarà attivo dalle ore 20,30 con corse ogni 20-30minuti nei giorni di venerdì e sabato. Torano notte e giorno è visitabile dalle 20,30 alla mezzanotte.

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