Sicurezza
Lago di Porta, la minaccia ora si chiama nutria
Questi animali sudamericani hanno rotto l’ecosistema Nell’area sono però tornate le cicogne e tanti altri uccelli
MONTIGNOSO. Dalle sue origini è sopravvissuto a inondazioni, gamberi killer, bonifiche a fini edificatori e turistici e a tentativi di lottizzazione, diventando oggi un'area naturale protetta di interesse locale ospitante migliaia di specie animali e vegetali, di cui diciotto appositamente tutelate dell'Unione Europea in quanto in via di estinzione.
Un esempio, insomma, di biodiversità, oggigiorno sempre più difficile da incontrare. È il Lago di Porta, un'area di 150 ettari, divisa fra il Comune di Montignoso e quello di Pietrasanta, che negli ultimi dieci anni, dopo l'istituzione quindi dell'Area Protetta, sta tornando ad essere la casa di numerose specie animali che da tanti anni erano scomparse. Come la cicogna per la quale Legambiente in collaborazione con Luca Giannelli del Wwf sta pensando di costruire anche nidi ad hoc.
Ma c’è anche il falco di palude, la garzetta, il martin pescatore, l'airone, l'usignolo e tantissimi altri, molti dei quali non sono stati nemmeno “censiti”, dal momento che manca un accurato monitoraggio. Per non parlare degli insetti, dei pesci e dei vari anfibi. Il Lago di Porta ospita diverse specie animali, proprio perché ha una grande diversificazione anche della flora. Si passa infatti dalle rupi calcaree – l'unica parte non visitabile direttamente – poste a monte dell'Aurelia, che è una zona arida, al canneto. Ci sono poi i chiari, ossia le zone d'acqua libera, e il cariceto, la parte umida. Poi il bosco, i prati e i canali. Ognuna di queste parti vive in equilibrio con le altre, ospitando le proprie specie animali. Ma tutto questo non è stato così scontato.
«Fino agli anni '60 qui– racconta Giuseppe Del Giudice, socio di Legambiente e membro del consiglio dell'Anpil, che da ottanta anni frequenta il parco – c'era una discarica abusiva delle segherie della Versilia. Fortunatamente non c'erano elementi inquinanti e il lago è riuscito a portare a mare tutto, anche se comunque diverse specie di pesci sono scomparse. Poi c'è stato il problema dell'edificazione. Gli eredi degli Sforza, proprietari del lago, volevano bonificarlo per edificare. È stato grazie alla mobilitazione delle associazioni ambientaliste che questo non è successo ed è stata istituita nel '98 l'area protetta. Da allora, grazie alla manutenzione e alla protezione, il lago si è ripopolato».
Adesso un altro problema sembra incombere: l'invasione delle nutrie. Animali di origini sudamericane, importati in Italia dalle industrie tessili che le utilizzano – purtroppo – per le pellicce. Per questo uno dei progetti in mano all'amministrazione comunale è proprio quello della cattura di questi animali acquatici. Oltre a questo, l'amministrazione – con i fondi regionali per l'area protetta - si occupa della manutenzione del parco, importante per mantenere l'equilibrio delle varie realtà vegetali - parte paludosa, arida e bosco non devono invadersi l'un l'altro. Anche se, c'è da dirlo, i soldi non sono abbastanza per un'area così grande. Per questo anche le associazioni ambientaliste si danno da fare. Come Legambiente.«Abbiamo organizzato diverse giornate – spiega Paolo Panni, presidente dell'associazione locale– per pulire il parco e possono partecipare tutti. Siamo riusciti nel tempo a creare anche una nuova via all'interno del percorso».Nel frattempo, sempre a cura di Legambiente, ha già preso il via la seconda edizione del concorso fotografico “Porta..una foto”, aperto a tutti e nato con l'obiettivo di scovare e far conoscere a tutti le specie animali e vegetali del parco. Per partecipare basta mandare una mail all'indirizzo legambiente.massa@tiscali.it.
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