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La Cassazione decide il 10 ottobre

La Cassazione decide il 10 ottobre

I supremi giudici diranno se il procedimento deve essere trasferito

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MASSA. La cassazione ha fissato la data dell’udienza che deciderà le sorti del processo sulle cremazioni del Mirteto. Il 10 ottobre i supremi giudici diranno se il procedimento deve essere spostato a Torino oppure se può continuare (e andare a sentenza) a Massa. Il collegio di primo grado aveva già fissato il 9 ottobre per riprendere i lavori, dovrà rinviare di un altro mese.

Il primo luglio il presidente Paolo Puzone, dopo aver sentito gli ultimi testi delle difese invece di chiudersi in camera di consiglio con gli altri due colleghi aveva comunicato alle parti la sospensione del procedimento. In attesa che la cassazione decida se accogliere o respingere l’istanza di rimessione del processo presentata dagli avvocati Andrea Lazzari e Stefano Beretti (legali di Silvano Carmagnola e Maurizio Guerra). In realtà se la suprema corte non dovesse fissare la data del suo pronunciamento entro lunedì prossimo il collegio potrebbe anche proseguire il suo lavoro (come prevede l’articolo 45 del codice di procedura penale), ma sarebbe davvero una forzatura che non avrebbe alcun senso. Quindi tra sette giorni ci sarà lo stop del processo, l’unica incognita riguarda la data successiva in cui accusa, difesa e parti civili si ritroveranno in aula.

«La sospensione del processo ha effetto - recita l’articolo 45 cpp - fino a che non sia intervenuta l'ordinanza che rigetta o dichiara inammissibile la richiesta e non impedisce il compimento degli atti urgenti. In caso di sospensione del processo si applicano l'articolo 159 del codice penale e, se la richiesta è stata proposta dall'imputato, sono sospesi i termini di prescrizione».

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