La manifestazione
Inagibile una ventina di pievi, chiese e oratori
CASOLA. A oltre un mese dalla prima scossa che ha dato il via allo sciame sismico, restano una decina i luoghi di culto, tra chiese, pievi e oratori, tutt’ora dichiarati inagibili. Lo conferma la...
CASOLA. A oltre un mese dalla prima scossa che ha dato il via allo sciame sismico, restano una decina i luoghi di culto, tra chiese, pievi e oratori, tutt’ora dichiarati inagibili.
Lo conferma la Curia per voce di don Luca Franceschini, responsabile del settore.
Per lo più si tratta di edifici danneggiati non in modo grave, ma, per motivi precuazionali, chiusi al pubblico. I fedeli, di conseguenza, potranno seguire le varie funzioni che vengono celebrate, all’esterno degli edifici di culto, a discrezione dei parroci. Per quanto concerne il territorio casolino, come conferma il sindaco Riccardo Ballerini, le chiese interdette allo svolgimento di funzioni sono quelle di Ugliancaldo, Reusa, Luscignano, Regnano, Casciana e Casola capoluogo. Comunque, come rimarca don Luca Franceschini, «saranno i tecnici, una volta terminati i sopralluoghi che stanno portando avanti in parallelo con la zona della Lucchesia confinante con la Lunigiana orientale, a inquadrare la situazione definitiva. Per quanto concerne l’uso delle campane, resta la disposizione di non farle suonare a distesa, ma solo a martello, questo per impedire alle vibrazioni di aggiungere altro danno ai campanili già danneggiati dal sisma».(f.p.)
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