Terremoto, nuova scossa dopo tre giorni di tregua
La terra è tornata a sussultare alle 11,08 di ieri mattina (magnitudo 2.2) facendo riaffiorare la paura tra i cittadini di Fivizzano e Casola Lunigiana
FIVIZZANO. Anche ieri per l'ennesima volta la terra ha tremato.
Una scossa di terremoto pari a magnitudo 2,2 è stata avvertita dalla popolazione ieri mattina alle 11 e otto minuti.
I sismografi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno rilevato l'evento sismico ad una profondità di nove chilometri nel territorio di Fivizzano.
Era da giovedi scorso che nei territori di Fivizzano, Casola e Minucciano interessati dall'attività sismica iniziata il 21 giugno scorso con la forte scossa di magnitudo 5,2 non venivano avvertiti movimenti sismici significativi.
Ma con la scossa di ieri si è tornati consapevoli che forse l'attività sismica in queste zone non è ancora del tutto cessata.
Così come avevano sostenuto gli esperti dell'Ingva intervenuti sabato 29 giugno scorso nell'incontro avvenuto con la popolazione nel campo sportivo di Gragnola le sequenze sismiche potrebbero infatti durare per mesi, basti pensare che a seguito del terremoto avvenuto nel maggio del 2012 in Emilia Romagna l'attività sismica ad oggi non è ancora terminata del tutto.
A Fivizzano dalle 1350 verifiche già eseguite sono risultate 457 le abitazioni inagibili e 320 persone sono ricorse ad una autonoma sistemazione usufruendo dei contributi di solidarietà . A Casola oltre 900 le strutture verificate dai tecnici delle quali 200 di queste sono state riscontrate con gravi problemi strutturali quindi inagibili.
Sono circa 52 i nuclei famigliari, all'incirca 120 persone, che non possono più rientrare nelle proprie abitazioni e che potranno usufruire del contributo di solidarietà per trovare alloggi alternativi.
Marco Landini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google