Il Tirreno

«Si è ucciso davanti a noi ma prima ci ha minacciati»

di Alessandro Tabarrani
«Si è ucciso davanti a noi ma prima ci ha minacciati»

La drammatica testimonianza dell’imprenditrice Mariangela Bertini e l’angoscia di chi si è trovato di fronte in strada alla furia di Marco Loiola

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MARINA DI MASSA. I minuti immediatamente successivi alla mattanza di Loiola sono un misto di choc, disperazione e panico. Sono scioccanti le prime testimonianze di chi, con i propri occhi, ha visto l’omicida – suicida che , dopo aver freddato l’ex moglie, ha minacciato alcune persone con la pistola prima di rivolgere l’ultimo colpo verso se stesso.

«Una cosa pazzesca – dice, ancora sotto choc, Mariangela Bertini, direttrice dell’insalateria dello stabilimento balneare “Maria Pia”, confinante con il ristorante “Lorence” – ho sentito gli spari nel ristorante, urla e panico e sono uscita a vedere cosa stesse accadendo. L’uomo è uscito dal locale e ha rivolto la pistola contro di me e alcune altre persone che si erano precipitate sul posto dopo aver udito gli spari, minacciandoci. In un secondo momento ha rivolto la pistola contro se stesso e ha premuto il grilletto ma l’arma si è inceppata, dopo pochi secondi ha premuto nuovamente il grilletto e si è sparato in bocca». Paura.

Addirittura sembra che prima ancora di entrare nel ristorante, Loiola abbia cercato l’ex moglie in spiaggia in alcuni stabilimenti balneari creando il panico. «E’ vero – dice un testimone – un uomo si era presentato in spiaggia con una pistola spaventando i bagnanti molti dei quali sono fuggiti in preda al panico verso il mare. Sembrava stesse cercando qualcuno».

«Abbiamo sentito due colpi ma sembravano fuochi di artificio, poi c’è stato un fuggi fuggi generale e abbiamo capito che erano colpi di pistola e che qualcuno aveva sparato all’interno del ristorante Lorence». Sono le parole di Maria Pia Bertini, titolare dello stabilimento balneare “Maria Pia”. «Hanno sparato a Cristina, hanno sparato a Cristina !», echeggiano delle urla nel caos; con il passare dei minuti le testimonianze si accavallano, le une dietro le altre, mentre l’assembramento di persone aumenta con le Forze dell’Ordine costrette ad allontanare i troppi curiosi. Il momento più straziante è l’arrivo dei genitori di Cristina, pochi secondi per capire che il loro angelo è stato portato all’ospedale, dove corrono immediatamente in preda alla disperazione. Ancora non era arrivata la notizia degli spari precedenti in via Fosdinovo, che tuttavia, si espande pochi minuti dopo, velocemente, gettando tutti nello sconforto.

«Hanno sparato anche in via Fosdinovo – dice un giovane – lì vicino, in via Pontremoli, ci abita la mia ragazza, sembra che sia stato ucciso un uomo». Il quadro della tragedia diventa via via più chiaro in ogni dettaglio, tanto che alcuni momenti prima che Loiola rivolgesse l’arma contro di sé, si viene a sapere che qualcuno, coraggiosamente, aveva provato a calmarlo. Molte persone sono ancora sotto choc e preferiscono non dire nulla perchè difficilmente dimenticheranno quegli attimi infernali, così come tutta la comunità marinella chissà se potrà mai cancellare dinanzi ai suoi occhi questa assurda scia di sangue che mai, prima di ieri, aveva macchiato il litorale apuano.

«All’inizio non avevamo capito di cosa si trattasse – dice una turista ancora sotto choc e tremante – poi improvvisamente ci è sembrato di trovarci in un film con persone che urlavano e scappavano fino a che non abbiamo visto il corpo di un uomo a terra in una pozza di sangue».

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