Italia
Pino regolatore e biomasse dividono il consiglio comunale
PONTREMOLI. Due soli punti, ma decisamente “di sostanza”, quelli dell’ordine del giorno del consiglio comunale che si è tenuto nella sala Gordon Lett del palazzo comunale. Biomasse a Novoleto e Piano...
PONTREMOLI. Due soli punti, ma decisamente “di sostanza”, quelli dell’ordine del giorno del consiglio comunale che si è tenuto nella sala Gordon Lett del palazzo comunale. Biomasse a Novoleto e Piano strutturale, che hanno visto contrapporsi maggioranza ed opposizione su entrambe le questioni. Si è partita con l’interrogazione Pd, slittata dal precedente consiglio, sulla vicenda delle Biomasse a Novoleto esposta dal capogruppo Paolo Bissoli che ha voluto evidenziare come il partito democratico sia favorevole a questa tipologia si impianti “ma fortemente contrario a questo specifico progetto che non da garanzie sulla tempistica, sulla filiera del legno e sulla ricaduta occupazionale”. Il capogruppo ha poi evidenziato come la convenzione tra il comune e la ditta Renovo da solo delle indicazioni ma non “obbliga l’azienda ad utilizzare legname della zona”. Domande che hanno sollecitato le risposte nell’assessore Gianluca Crocetti che ha evidenziato come in questo progetto l’amministrazione ha voluto “metterci la faccia” perché convinta sia un progetto valido che permetterà la produzione di energia pulita, ma anche “la riqualificazione dei nostri boschi. Inoltre l’Arpat monitorerà continuamente l’aria, garantendo la salute di tutta la cittadinanza”. L’assessore ha assicurato che è stato raggiunto un accordo con la ditta per garantire che il legname che brucerà nell’impianto proverrà al massimo da 70 km di distanza. Più sulla mancata discussione nel consiglio l’intervento del consigliere Pd, Francesco Mazzoni, che ha domandato “perchè la Giunta e l'Amministrazione non hanno aperto una discussione in Consiglio prima di partecipare alle conferenze di servizi (19 aprile e 27 maggio) ed esprimere il parere del Comune? La provincia ha rilasciato l'autorizzazione unica l’8 giugno: oggi è giusto che la politica discuta, ma, si tratta di una discussione tardiva. L’unico rimedio concreto per un cittadino è il ricorso al Tar”. Si è poi passati all’approvazione del Piano strutturale che dopo dieci anni di lavoro e quattro amministrazioni differenti è giunto alla sua attuazione definitiva come esposto dall’architetto Raimondo Gramigni, che ha evidenziato come le priorità del Piano sia in sostanza due: da un lato la difesa e la valorizzazione dell’esistente sia sul piano naturalistico che storico-culturale e dall’altro la riqualificazione delle aree degradate “seguendo le linee di indirizzo della Regione”. Molto critico l’intervento del capogruppo Bissoli che ha sottolineato come “in questo piano non c’è un’idea della Pontremoli futura”. Accuse a cui ha risposto il capogruppo Pdl, Jacopo Ferri, sostenendo che “l’idea c’è ed è ben precisa con la voglia di far crescere la città”. Il Piano – sostiene Ferri - è solo una cornice entro cui muoversi, starà poi ai singoli specifici provvedimenti intervenire nel merito.
(r.s.)
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