Proteste
Asmiu, “rivolta” contro le promozioni
I sindacati: premi “politici” e non concordati che penalizzano lavoratori con 30 anni di anzianità. Intervenga il sindaco
MASSA. Di solito quando un’azienda promuove i dipendenti, facendoli scattare di livello, sindacati e personale sono soddisfatti. Di solito. Non all’Asmiu, almeno non stavolta. Nell’azienda pubblica di raccolta rifiuti la progressione verticale di 19 dipendenti, annunciata nei giorni scorsi, sta scatenando una mezza rivolta.
«Basta, abbiamo raggiunto il limite, ieri c’erano lavoratori che non volevano prendere servizio: “mandateci i premiati a spazzare”, ci dicevano; abbiamo faticato a convincerli». I delegati della Rsa di Asmiu (il sindacato interno) usano toni da guerra, dicono «di non poterne più della gestione Paolini» (Carlo Paolini è il presidente del Cda, nominato nel 2008 e in scadenza) e chiedono al sindaco Alessandro Volpi di azzerare le “progressioni verticali”.
Motivo base del dissenso, il fatto che queste progressioni non siano state concordate con i rappresentanti dei lavoratori. «Paolini dichiara al Tirreno che si tratta di scatti di livello automatici, previsti dal contratto e concordati con i sindacati. Niente vero: sono promozioni discrezionali, decise in base a criteri che noi non condividiamo, che penalizzano professionalità e dedizione di molti lavoratori e ne beneficiano altri, forse politicamente più affini o in linea con il presidente», tuonano i delegati della Rsa. Angelo Fruzzetti, Fabio Carli (Cgil); Ivo Vergazzoli (Cisl), Pierpaolo Ricci (Uil) e Claudio Aliboni (Ugl) attaccano ad alzo zero. Vero, ammettono, ci sono stati incontri con l’azienda per «concordare un percorso di valorizzazione del personale». Poi, però, «Paolini ha deciso da solo, riconoscendo gli scatti di livello in modo discrezionale. Sono stati promossi colleghi con due-tre anni di anzianità, tra i quali diversi impiegati e non altri che sono da 30 anni in azienda. Lavoratori che non guidano i mezzi ma che sono ogni giorno per strada a raccogliere la spazzatura e che all’Asmiu hanno dato tantissimo». La verità è, aggiungono poi, «che per premiare uno o due degli ultimi entrati, hanno dovuto mettere in piedi questo confuso metodo di promozioni che non ha fatto altro che aumentare il malumore tra i dipendenti, già penalizzati da una gestione inefficiente».
Clima di scontro, insomma, nell’azienda dei rifiuti, 110 dipendenti, di cui una ventina di amministrativi guidata da Carlo Paolini e dal direttore generale Ubaldo Stefàno. «È così ad ogni fine mandato del Cda: infornate di assunzioni o promozioni fatte per motivi politici», dice qualcuno.
La Rsa, comunque, si è già rivolta all’azionista di riferimanto, cioè al sindaco Alessandro Volpi. Per chiedere uno stop. «Gli abbiamo confermato che si tratta di promozioni non concordate e non condivise dal sindacato. E gli abbiamo detto chiaro che è ora che la politica esca da Asmiu». Cosa,quest’ultima, che equivarrebbe a una rivoluzione.
Claudio Figaia
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