La manifestazione
«Va chiuso l’iter del Parco archeologico»
Il senatore Andrea Rigoni torna alla carica dei ministeri per un via libera atteso da quattordici anni
MASSA. Ci sono un po’ di soldi (circa 700mila euro di contributi residui messi a bilancio dallo Stato per il periodo 2001 -2003) ma a distanza di 14 anni manca ancora l’istituzione del Parco archeologico delle Alpi Apuane. Soliti problemi burocratici.
Il senatore Andrea Rigoni (Pd) è ora tornato alla carica del governo per chiedere di adottare il decreto istitutivo del parco archeologico delle Apuane e sostenere così un progetto finalizzato a conservare e valorizzare un territorio di rilevante testimonianza storica, culturale e ambientale.
Un Parco che può dare lavoro e valorizzare anche a fini turistici risorse che sono sotto gli occhi di tutti, tanto più che dall’ottobre del 2011 il parco delle Alpi Apuane è entrato a far parte della rete mondiale dei geoparchi, coordinata dall’Unesco.
Rigoni, nella sua interrogazione, ricorda i passi salienti della vicenda partendo proprio dall’articolo 114 della legge 388 del 2000 che, appunto, istituiva il parche archeologicoi. E questo, sottolinea il senatore, «per conservare e valorizzare gli antichi siti di escavazione e i beni di rilevante testimonianza storica, culturale e ambientale connessi con l’attività estrattiva».
«La norma - dice Rigoni - ha attribuito la gestione del parco archeologico in questione ad un Consorzio da costituirsi tra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero per i beni e le attività culturali, la regione Toscana, gli enti locali e l’ente parco regionale delle Alpi Apuane. Nel 2001 il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha avviato l’iter istitutivo del parco archeologico e, in accordo con le amministrazioni interessate, era riuscito ad individuare i siti e i beni da inserire nel parco e i relativi obiettivi di tutela e valorizzazione, elaborando pure un primo schema del decreto».
Il Consiglio regionale della Toscana, di fronte ad un perdurante stallo, nel novembre del 2003 approvò all’unanimità una mozione che dava pieni poteri alla giunta. Nel novenbre del 2006 il ministro all’ambiente firmava il decreto istitutivo e all conclusione dell’iter mancava solo la firma d’intesa del ministro per i beni e le attività culturali.
Ora Rigoni sollecita i ministri competenti a dare piena attuazione al decreto istitutivo utilizzando per l’inizio attività i soldi stanziati a suo tempo che si trovano ancora tra i residui passivi.
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