Il Tirreno

Un tesoretto da 2,2 milioni di euro

Un tesoretto da 2,2 milioni di euro

Il Comune incassa i soldi dalla vendita dei terreni Peep. Già versati 800mila euro

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MASSA. Il Comune si ritrova “sotto la mattonella” 2,2 milioni. Un tesoretto che, in tempi di cinghia stretta e patto di stabilità, fa parecchio comodo. Una bella boccata d’ossigeno che permetterà investimenti e - se non nuove opere - almeno la manutenzione delle vecchie.

Tesoretto, ad onor del vero, ereditato dalla passata amministrazione. È, infatti, la giunta Pucci a dare il via alla trasformazione dei diritti di superficie in diritti di proprietà. Nei decenni passati - non che ora vada meglio - per molti massesi farsi la casa era un obbiettivo troppo ambizioso, così il Comune ha dato una mano: ha fornito i terreni su cui costruire. E loro, i cittadini, spesso uniti in cooperative, hanno edificato: alloggi popolari, palazzine e comparti Peep, in tutto quasi 800 abitazioni (secondo un censimento fermo, però, al 1996). I proprietari di quelle case hanno acquisito da palazzo civico, gratuitamente, il diritto di superficie con una convenzione della durata di 99 anni, ma non la proprietà vera e propria del terreno. Insomma, la casa è tua, ma il terreno su cui sorge no e se vuoi vendere devi necessariamente coinvolgere il Comune. Ed è il Comune a fissare il prezzo dell'immobile sulla base di standards molto al di sotto dei prezzi di mercato. Bene, la giunta Pucci ha deciso di “vendere” ai privati anche i terreni: loro acquisiscono il pieno diritto di proprietà e vedono aumentare il valore economico delle case, il Comune, da parte sua, può contare su più soldi in cassa. E non si tratta di spiccioli: nel “portafogli” di palazzo civico, nel 2012, sono entrati 800mila euro e quest’anno dovrebbe entrare 1,4 milioni. O meglio, una parte di quella cifra già è entrata, il rimanente sarà in cassa entro la fine dell’anno.

La cifra non è presunta: chi vuole acquistare il diritto di proprietà deve, infatti, anticipare mille euro a conferma del suo impegno. Dunque l’amministrazione sa, con certezza, quanti pagheranno per diventare proprietari del terreno su cui sorge casa loro. Tanti quanti hanno già dato l’anticipo richiesto.

Il denaro - spiega Giovanni Rutili, assessore al bilancio - non potrà essere utilizzato per le spese correnti, vale a dire per quelle necessarie per la gestione ordinaria. Tradotto: per mandare avanti la macchina. Il tesoretto rientra, infatti, nel titolo secondo del bilancio, quello che riguarda opere ed investimenti, soggetto al patto di stabilità (l’accordo, figlio dell’Europa, che vincola al rispetto di politiche economiche e limiti di spesa).

Gli 800mila euro già in cassa finiranno al nuovo mercato coperto. La struttura, infatti, è cofinanziata dalla Regione (progetto Piuss) e dal Comune. Ancora da definire, invece, l’esatta destinazione dell’altro milione e 400mila euro:«Permetterà - precisa, però, l’assessore Rutili - di realizzare o mantenere opere senza dover ricorrere a mutui» e, quindi, senza dovere pagare ulteriori interessi.(C.S.)

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