Il Tirreno

Ridurre le cave: il dibattito si riaccende

di Alessio Profetti
Ridurre le cave: il dibattito si riaccende

Il Parco Apuane ha cominciato una serie di incontri in vista anche della nuova legge regionale sulla escavazione

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MASSA. Ridurre, persino dimezzare, le attività di escavazione all'interno del Parco delle Apuane come vorrebbero gli ambientalisti o al contrario, fare investimenti mirati per creare occupazione ma cercando di tenere sempre d’occhio la questione ambientale.

Il dilemma torna d’attualità visto che la regione toscana deve definire la legge sull’escavazione e anche il Prco, guidato dal presidente Alberto Putamorsi è chiamato a prendere posizione. Di qui una serie di incontri mirati, l’ultimo mercoledì scorso, esaminare proposte e posizioni.

Nelle scorse settimane l'ente si era già confrontato con le rappresentanze ambientaliste le quali, attraverso la voce di Franca Leverotti di Italia Nostra, si erano espresse criticamente nei confronti del piano delle attività estrattive. Un piano infatti che attraverso le attività di escavazione entrerebbe in contraddizione con le finalità e lo Statuto del Parco stesso. La critica del fronte ambientalista ha denunciato infatti come queste attività non solo siano ancora consentite, ma siano inoltre chiaramente dannose per gli equilibri faunistici e della flora locale. In particolare su Massa sarebbe presente un rischio di sicurezza idrogeologica riguardo le acque del Frigido di Forno, conseguente alla pericolosa attività di estrazione concessa alla cava Padulello. Nei giorni successivi il Presidente del Parco Putamorsi ha cercato di arrivare ad una mediazione tra l'obiettivo di dimezzare le attività estrattive all'interno dell'area, con le necessità economiche delle categorie imprenditoriali e industriali di Massa Carrara e Lucca. Le imprese infatti hanno dichiarato come il settore lapideo Apuo-Versiliese, oltre a caratterizzarsi per la professionalità della manodopera, si sia sempre dimostrato in stretto rapporto con il territorio in termini di rispetto ambientale. Quello di mercoledì scorso è quindi il terzo incontro, avvenuto tra le rappresentanze dell'ente e i sindacati generali e di settore, della Provincia di Massa Carrara e di Lucca. «Non è possibile non pensare alla dimensione occupazionale e alle attività legate al mondo del lavoro oltre alle tutele di tipo ambientale - afferma Putamorsi - da parte nostra c'è la volontà infatti di ridurre le estrazioni e le cave dannose per l'ecosistema promuovendo e preferendo le escavazioni e le attività sicure e in loco».

La riflessione del Presidente apre a nuovi scenari ma si inserisce all'interno di un percorso già proposto in passato, e non raggiunto, riguardo la gestione del Parco. Accanto ai vincoli ambientali da vigilare e rispettare è chiaro il tentativo di creare una filiera delle attività legate alla escavazione del marmo. Operazione quindi che prevede non solo una ri-sistematizzazione delle lavorazioni in atto e una definizione certificata sulle attività di estrazione future, ma anche la capacità di promuovere tutte quelle produttività che potrebbero nascere dopo aver estratto i materiali affinchè, conclude il Presidente, «si avvii un processo decisionale che sia obiettivamente nell'interesse della comunità».

La difficoltà maggiore sta nella capacità di avviare prospettive economiche di sviluppo, volte a creare tutta una serie di attività di lavorazione del marmo promuovendo nuove competenze e nuove qualità all'interno di ciascun distretto, con un territorio riconosciuto dall'Unesco come patrimonio paesaggistico mondiale.

«E' necessario pensare in termini di marchio, nei termini quindi di una valorizzazione delle attività territoriali e di promozione del distretto industriale - afferma Andrea Figaia Segretario Provinciale Cisl - solo così potremo garantire lo sviluppo in loco. Per ciò che riguarda l'ambientalismo è necessaria una riflessione sulle responsabilità di chi difende l'occupazione e i lavoratori pur mantendendo la difesa dell'ambiente come una necessità». «Per quel che riguarda le attività di escavazione del comune di Massa - dice Roberto Venturini della Fillea Cgil - sono presenti tre bacini all'interno del Parco delle Apuane e circa una decina di cave attive. Le imprese pur lavorando tutte al di sotto dei 15 dipendenti sono in positivo e hanno registrato quest'anno un aumento della produttività. Inoltre nel 2012 abbiamo avuto i minimi per le casse integrazione e i licenziamenti, si è registrato anzi un aumento dei dipendenti rispetto al 2011». Conclude Venturini : «Si è discusso di molte cose ma non di quelle specifiche dell'ente, come ad esempio degli aspetti di gestione legati ai comuni e alle asl. Per ciò che riguarda la filiera sottolineiamo con forza la preoccupazione per possibili attività di escavazione nel sottosuolo, sia in termini di sicurezza che di benessere per i lavoratori».

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