Proteste
Nasce l’osservatorio sul credito
Prove di dialogo fra banche e imprese. Nella provincia prestiti contratti, tassi d’interesse alti, aumentano le sofferenze
CARRARA. Difficile accesso al credito per l’economia apuana, da anni in trincea con migliaia di piccole e medie imprese che lamentano, anche attraverso le rispettive associazioni di categoria, i “semafori rossi” che le banche accendono se non hanno condizioni di garanzia specifiche per poter concedere prestiti.
L’Istituto studi e ricerche della Camera di commercio, presieduto da Gianfranco Oligeri, ha fornito i dati del primo trimestre 2013, della Banca d’Italia relativi alla nostra provincia, raffrontati allo stesso periodo del 2012.
I prestiti nel territoprio apuano si sono contratti dell’1,9%, mentre la Regione Toscana si attesta sul meno 1,7%.
Un fenomeno negativo che tocca soprattutto la piccola impresa (meno 3%) e le famiglie produttrici (ditte individuali) e come settore investe per lo più il manifatturiero (meno 4%) e i servizi.
Salgono le sofferenze bancarie, cioè le situazione in cui che ha ottenuto prestiti stenta a far rientrare il debito.
Le nuove sofferenze nei primi tre mesi di quest’anno rispetto ai prestiti elargiti da istituti di credito a fine 2012, sono del 5,4%. Significa che ogni cento euro erogati, 5 sono di sofferenza. Sono cioè considerati dalle banche crediti inesigibili.
Ma l’impressione per l’Istituto studi e ricerche, è che il problema, cioè le difficoltà reali delle imprese, siano ancora più gravi di quanto emerge dai numeri, cioè dalle sofferenze certificate. E anche se le banche cercano con strumenti vari di andare incontro alle difficoltà dei clienti, le difficoltà permangono. Il territorio risulta avere un livello di sofferenza uguale al resto della Toscana, ma qui i tassi di interesse sono un punto e mezzo più alti, secondo i dati dell’Isr.
Ecco perché nella sede dell’Isr, ieri mattina si è svolto un tavolo fra associazoni di categoria e alcuni istituti bancari, per la nascita dell’Osservatoriod el credito. Al tavolo, insediatosi ieri e che tornerà a riunirsi a settembre, c’erano i rappresentanti di banca Popolare di Vicenza, Banca Apuana, Cassa di risparmio di Carrara, Monte dei Paschi di Siena, Cassa di risparmio di San Miniato. E rappresentanti di Assonautica, Legacooperative, Confimprese, Assindustria, Confartigianato, Cna, ConfcommercioConfapi e Confcooperative.
Un osservatoro che ha lo scopo di affrontare da una parte le difficoltà degli imprenditori apuani nell’ottenere erogazioni bancarie, e dall’altra valutare come le banche potrebbero andare incontro alle imprese trovando soluzioni non eccessivamente rischiose.
Le imprese addebitano alle banche una eccessiva rigidità di comportamento. L’obiettivo dell’Osservatorio è di migliorare il clima di fiducia tra le parti opposte. Coinvolgendo anche consulenti aziendali e commercialisti.
La Camera di commercio, per aiutare le imprese, tramite bandi sul credito e sull’occupazione, un paio di mesi fa ha messo a disposizione un plafond di 200mila euro per l’abbattimento (in un anno) degli interessi bancari: sono arrivate 12 domande, per cui, ha detto Oligeri, saranno spostati 150mila euro da quel plafond per aggiungerli ai 200mila relativi al bando per gli incentivi all’occupazione, per i quali sono pervenute 64 domande: la richiesta superava la disponibilità finanziaria, ecco perché viene fatta l’operazione di trasferimento.
Ma per le imprese, sono gli istituti di credito a rappresentare un ostacolo a volte insormontabile per sopravvivere. Le associazioni di categoria lamentano il fatto che le banche operano tramite meccanismi consolidati, mentre la realtà delle aziende ha bisogno di una maggiore flessibilità da parte loro. Ci sono poi i consorzi fidi, che siederanno al tavolo dell’Osservatorio sul credito. Ieri sono state messe sul tavolo diverse idee, come quella del credito distrettuale, cioè per comparti produttivi.
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