Sicurezza
“C’è campo”: il cellulare arriva a Forno
Dopo anni di attese, la telefonia mobile si allarga nella zona a monte. Presto un’antenna anche per Guadine e Casania
MASSA. Squilla il cellulare tra il verde di Forno, s’odono suonerie fino alla Filanda. Dopo anni di attesa, di richieste e di polemiche, la telefonia mobile arriva a coprire anche questa parte della valle del Frigido, fino a ieri non raggiunta dal segnale. Un evento. Giovedì sera, quando le tacchette dei telefonini hanno cominciato a dare segni di vita, in molti non hanno resistito a chiamare: “Ti telefono da Forno, sì, giuro, c’è campo”. Tra questi anche Alessandro Balloni, consigliere comunale della lista Volpi, che per anni si è battuto per portare la telefonia cellulare nella montagna massese.
«Una piccola soddisfazione riuscire a chiamare da Forno, ma anche un fatto importante – dice Balloni – per la collettività di questi borghi. Nei paesi montani la popolazione è in prevalenza anziana e non poter usare il cellulare è un handicap in più. Per non parlare delle emergenze: in caso di urgenze non avere o non avere il telefonino può voler dire salvare una vita. L’impossibilità di accesso alla telefonia mobile è stato un fattore di spopolamento e di impoverimento della montagna Pensiamo anche a chi vorrebbe magari prendere casa qui».
L’arrivo del “segnale” nella zona di Forno è assicurato dall’entrata in funzione dell’impianto Tim installato nelle vicinanze della “casa socialista” del paese ed è conseguenza dell’attuazione del Piano antenne approvato nel dicembre 2011 dal consiglio comunale. Per ottenere questo risultato c’è voluto un lungo braccio di ferro tra i gestori della telefonia e l’amministrazione civica. Per le società telefoniche, le zone scarsamente popolate non sono certo un business: poco traffico, pochi guadagni. Hanno, dunque, scarso interesse a investire in impianti e antenne in quelle aree. Nel tentativo di convincerle, nel 2009, l’amministrazione Pucci aveva sospeso ogni nuova installazione di antenne sul territorio comunale, compresa la zona a mare, ad alta intensità di traffico telefonico, fino a quando le compagnie non si fossero impegnate a coprire anche i paesi montani, come previsto dal precedente Piano antenne (del 2005). Nel 2010, Vodafone aveva proposto di realizzare tre impianti in montagna, ma il progetto venne bloccato dalla Soprintendenza ai beni paesaggistici perchè ritenuti di eccessivo impatto sul paesaggio. Soltanto l’anno successivo si è trovato un accordo che ha messo d’accordo compagnie, sovrintendenza e Comune. L’attivazione dell’impianto di Forno non porta tuttavia a una copertura completa della montagna. Mentre nella zona di Casette e Canevara si riesce oggi a telefonare con una certa facilità, a Guadine,Casania, Redicesi, Resceto e Gronda i cellulari sono ancora muti. Dovrebbe risolvere il problema un ripetitore in via di installazione ad Antona. Questione di settimane, dicono, poi tutti con il telefonino.
Claudio Figaia
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