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Ex Eaton, gli americani pronti a vendere l’area

Ex Eaton, gli americani pronti a vendere l’area

Massa, inizialmente la multinazionale chiedeva otto milioni, adesso sembrerebbe disposta a scendere a cinque

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MASSA. Tutti commenti positivi sul via libera all’operazione per l’acquisto della ex Eaton. Ma la multinazionale di Cleveland è intenzionata a vendere? La risposta, non scritta nè ufficiale, è sì.

L’accordo di programma prevede che il Consorzio Zona industriale a cui è stato affidato il compito di condurre le trattative formuli una proposta di acquisto alla proprietà. E che avvii una procedura di esproprio in caso di mancato consenso da parte del “cedente”.

Ebbene, sembra proprio che al “piano b”, quello dell’esproprio non si dovrà arrivare: Eaton ha fatto sapere, attraverso contatti informali ma “qualificati” di essere disposta a cedere l’area.

Anche perchè i 5 milioni di euro messi sul piatto dalla Regione per l’acquisizione sono un’offerta che difficilmente si può rifiutare. Anzi, si può sostenere che l’intera procedura che ha visto coinvolti la Regione, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali e di categoria si appoggi proprio sulla previsione della disponibilità dell’azienda americana di liberarsi di questa sua proprietà – 80mila metri quadrati di cui 35mila coperti – divenuta improduttiva ma tuttavia appetibile dal punto di vista immobiliare e industriale.

Una disponibilità mai messa “nero su bianco” ma assicurata a più livelli dal management Eaton agli interlocutori istituzionali. In un passato recente la multinazionale aveva avanzato una richiesta di 8 milioni per la vendita, ma pare che i 5 milioni messi a disposizione dalla Regione siano comunque una proposta giudicata soddisfacente.

La vera partita, comunque, resta quella della fase successiva. Quella, cioè, di trovare aziende disposte a insediarsi in quell’area. Cosa che finora non è avvenuta: si è parlato di pool di aziende della green economy, di una società che costruisce siringhe di ultima generazione e giubbotti di kevlar.

Nessun progetto si è però mai concretizzato. La firma del protocollo di intesa per l’acquisizione viene tuttavia giudicato «un importante risultato» anche dalla Cgil.

«L’accordo – dice Paolo Gozzani, segretario confederale di Massa Carrara– dice che l’insediamento futuro sarà di carattere industriale e che i lavoratori che vi troveranno posto saranno quelli ex Eaton. L’obiettivo di ridare occupazione è ancora lontano, ma è stato posto un mattone importante. È stata una vertenza ben gestita, in cui i lavoratori sono riusciti a mantenere unità, dignità e civiltà, spingendo le istituzioni locali ad agire. È la prova che quando si fa sistema, i risultati arrivano».

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