Il dolore
Donna suicida, primi interrogatori
Sentiti parenti e alcuni amici della 43enne che ha annunciato su Facebook l’intenzione di togliersi la vita e si è impiccata
CARRARA. Suicidio annunciato su Facebook: ieri i primi interrogatori.
La polizia cerca di fare chiarezza sulla morte della donna di 43 anni che, dopo aver scritto una lunga lettera d’addio sul social network, si è tolta la vita impiccandosi a un albero nel giardino di casa.
Ieri sono stati sentiti alcuni parenti della donna e alcuni degli amici con cui era in contatto, fino a poco prima della morte.
Intanto il medico legale, dottor Maurizio Ratti, ha effettuato l’esame esterno sul corpo della donna ed estratto i liquidi biologici: gli esiti hanno confermato che si tratta di un suicidio tanto che la Procura avrebbe già dato il nulla osta per il funerale.
Ma alcuni aspetti, soprattutto legati al duplice messaggio, quello del 14 luglio e poi di mercoledì, in cui la donna annunciava il suicidio, per gli inquirenti restano da chiarire: tanto che nelle prossime ore potrebbe essere chiesta una delega di indagini alla Procura (il titolare del fascicolo è il dottor Alberto Dello Iacono).
Intanto, dalla ricostruzione dei fatti emerge che a scoprire il corpo senza vita della moglie è stato il marito, alle 14 e 30, non appena rientrato dal lavoro.
L’uomo ha trovato sul tavolo della cucina un biglietto con scritto: «Guarda Facebook e poi vai a vedere in giardino». Là c’era ancora la scala appesa all’albero. La donna si era impiccata stringendosi il collo con il filo per stendere i panni.
Le urla del marito hanno fatto accorrere un vicino. Ed è partita immediatamente anche la chiamata alla polizia, sempre da parte di vicini spaventati dalle urla.
Quando la volante è arrivata sul posto c’era già l’ambulanza ma per la 43enne non c’era più nulla da fare.
Nessun altra chiamata è giunta al centralino della polizia. Il dato certo è che nessuno aveva allertato le forze dell’ordine dopo aver letto il messaggio di morte della donna. E i parenti già interrogati hanno riferito di non sapere nulla delle sue esternazioni su Facebook.
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