Il Tirreno

«Depuratore, anche Gaia lo migliori»

Le commissioni lavori pubblici e ambiente: l’azienda idrica ha ricevuto un gettito enorme dal Comune, adesso contribuisca

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MARINA DI CARRARA. Il depuratore della Fossa Maestra necessita di migliorie importanti e poiché Carrara è uno dei Comuni che più contribuisce, in termini di gettito, al bilancio di Gaia, l’amministrazione deve continuare a fare pressioni affinchè il gestore intervenga: è partendo da questi presupposti che le commissioni Lavori pubblici e ambiente, riunite in seduta congiunta, hanno deciso di prendere carta e penna per dire che «sulla depurazione non si può transigere» e tenere alta l’attenzione sull’impianto della Fossa Maestra.

Dopo il divieto di balneazione imposto a inizio stagione proprio sulla scia dei problemi del depuratore e la conferma da parte di Arpat della necessità di interventi urgenti, dopo gli appelli del sindaco Angelo Zubbani, anche le due commissioni consiliari hanno deciso di mobilitarsi e stanno lavorando a un documento per chiedere non solo migliorie al depuratore ma anche un resoconto dettagliato di come e dove Gaia ha investito le risorse negli ultimi anni. Un report sull’apporto economico dei 47 comuni associati alla Spa, un quadro delle tariffe applicate nei vari territori e una mappatura degli investimenti fatti dalla nascita di Gaia, nel 2005 a oggi: è questa la richiesta che i consiglieri carraresi sottoporranno ai vertici della Spa, come a dire che a fronte di un gettito importante, frutto di bollette piuttosto salate, al Comune di Carrara e ai suoi utenti è “tornato” davvero poco in termini di opere e servizi.

L’impianto della Fossa Maestra ne è una dimostrazione: come ha spiegato il consigliere di Carrara Futura, Luciano Tonarelli, che risiede proprio vicino al depuratore, i problemi sono evidenti da anni e oggi «dopo le promesse fatte da Gaia di investimenti modesti e mai avvenuti, finalmente Arpat si accorge che le cose non stanno funzionando e che il depuratore così com’è non va».

L’Agenzia per la protezione ambientale ha infatti chiesto migliorie urgenti, che Gaia si è impegnata a effettuare, anche se solo parzialmente: la spa avrebbe infatti già messo a bilancio due interventi da effettuare entro fine anno, con una spesa di 60mila e 90mila euro, per sistemare la vasca di accumulo e quella di clorazione. Questi lavori rimedierebbero però solamente a quelle che Arpat ha definito le «gravi e continuative anomalie», che si registrano in concomitanza con le piogge intense, quando il depuratore per così dire, va “in tilt”, con gravi conseguenze per il nostro mare.

Lo sforamento dei livelli di escherichia coli e l’imposizione del divieto di balneazione a Marina di Carrara non a caso sono arrivati sempre a seguito delle precipitazioni.

Se l’allarme vero e proprio scatta dunque con la pioggia, secondo Arpat però i lavori sulle due vasche non sono sufficienti: la stessa Gaia ha ammesso che servirebbero 500 mila euro per “ossidare” l’impianto, migliorando così il processo di ossigenazione da cui dipende in sostanza l’efficienza della depurazione.

Il problema in questo caso è che la stessa Spa ha ammesso di non avere le risorse. I tecnici di Gaia hanno proposto di attingere al fondo disponibile (un totale di 1,6 milioni di euro) per destinare 300 mila euro proprio al depuratore della Fossa Maestra, uno stanziamento che però non sarebbe comunque sufficiente a “garantire” la sistemazione completa dell’impianto. Di qui la decisione dei consiglieri carraresi di scrivere alla spa, per chiedere conto di dove e come sono stati spesi i soldi che comunque, dal 2005 sono sicuramente arrivati in cassa, grazie soprattutto alle bollette pagate dagli utenti.

Cinzia Chiappini

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