Il Tirreno

Vigili come la Gdf: a caccia di evasori

Vigili come la Gdf: a caccia di evasori

La polizia municipale controlla Suv e auto di lusso, i dati dei proprietari verranno incrociati con le dichiarazioni dei redditi

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MASSA. La pattuglia della polizia municipale è ferma su viale Roma; un’agente dai boccoli biondi alza la paletta e fa accostare una Range Rover; poco più tardi tocca a una Porsche; poi a una imponente Mercedes; quindi a una Bmw X5. Controlli particolari quelli che sono andati in scena sabato scorso all’ingresso della città: mirati sì, come di prassi, a multare chi guida senza cintura o con il telefonino all’orecchio. Ma anche, anzi soprattutto, a “conoscere più da vicino” chi guida suv e auto di lusso. Controlli che segnalano il debutto dei vigili urbani-finanzieri, una nuova frontiera nella lotta all’evasione fiscale e tributaria.

Si tratta di questo: la polizia municipale si è dotata di una specie di task force con compiti di polizia tributaria. Obiettivo: stanare i furbetti della dichiarazione dei redditi, in primo luogo quei personaggi che grazie a “740” da sopravvivenza , che celano in realtà ben altre disponibilità economiche, ottengono agevolazioni dal Comune, come uno sconto per la retta dell’asilo nido o un posto in alto nella graduatoria degli alloggi popolari. I controlli sulle auto costose e i loro conducenti sono un mezzo per raggiungere questo obiettivo: i dati del proprietario della supercar raccolti dai vigili vengono incrociati con i dati a disposizione dei Servizi sociali, del Commercio e dell’Edilizia del Comune per verificare se per caso quella stessa persona che sta al volante di un mezzo da 80-100mila euro gode pure di (in questo caso sospetti) sostegni di tipo sociale. Oppure, attingendo alle banche dati dell’Agenzia delle Entrate e incrociandoli con quelli del municipio, i vigili possono scoprire che – facciamo un’ipotesi – quel contribuente con macchinone ha anche appena chiesto l’autorizzazione edilizia per costruire un villa o già possiede immobili e terreni. E, nello stesso tempo dichiara redditi da poche migliaia di euro l’anno.

Spiega Santo Tavella, comandante della polizia municipale: «Qui a Massa è una novità, è la prima volta che impieghiamo il personale in attività di contrasto all’evasione fiscale; altre città lo stanno facendo già da tempo. La Regione Toscana supporta anche finanziariamente lo svolgimento da parte della polizia locale di attività di controllo e di ispezione in materia di tributi, specie regionali». Con Massa anche Arezzo, Firenze, Pistoia e Prato hanno ricevuto finanziamenti (200mila euro in tutto) per questo progetto. Non molti, però sufficienti a far partire l’operazione vigili-finanzieri che promette più equità e tempi duri per chi sgarra. Nel caso in cui gli accertamenti e le verifiche incrociate indichino forti e non giustificabili discrepanze tra reddito presunto e reddito dichiarato, la polizia municipale trasmette “segnalazioni qualificate” alla Guardia di finanza o all’Agenzia delle entrate. A quel punto il contribuente infedele non sarà più solo nel mirino del Comune ma anche degli 007 del Fisco.

«Dall’accesso alle banche dati di enti diversi e dal confronto tra i dati raccolti, potranno arrivare risultati nella lotta alle ricchezze di provenienza illecita», dice ancora il comandante Tavella. Che avverte: «I controlli proseguiranno, sono appena all’inizio».

Claudio Figaia

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