Il Tirreno

Dal marmo 100 nuovi posti di lavoro

di Alessandra Vivoli
Dal marmo 100 nuovi posti di lavoro

Lapideo in ripresa alle cave e al piano ma la provincia resta in trincea: cresce a livelli record (18%) la disoccupazione

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CARRARA. Cento posti di lavoro in più nel settore marmo: alle cave e al piano, nelle segherie e nei laboratori. Un incremento che ha fatto segnare, nel 2012 un 5% dell’ occupazione del settore lapideo.

Una buona notizia. Un segnale importante – assieme a quello dell’export e dell’occupazione legato alle commesse della Ge Oil&gas (altro servizio a pag. 11) - che si inserisce in un contesto che però, per quel che riguarda economia e lavoro, nella provincia apuana vede la ripresa ancora congelata.

Il quadro della situazione è stato tracciato nella conferenza organizzata dalla Cgil proprio per presentare un focus sull’economia di Massa Carrara, tracciato attraverso il rapporto dell’Ires (Istituto di ricerche economiche e sociali) Toscana.

Disoccupazione record: tocca il 18,7%. Aumentano i disoccupati (+ 18,7%) con un tasso che si attesta al 13,2%.

Nello scorso anno le domande di disoccupazione arrivate al patronato della Cgil sono state 3500.

Un quadro preoccupante; in sostanza da quel che emerge nel rapporto illustrato dal presidente di Ires, Emanuele Berretti, la provincia apuana detiene il record di disoccupazione, rispetto alla media regionale (pari al 7,8%) e a quello nazionale (10,7%).

Un dato significativo e drammatico se si considera che sono soprattutto le donne e i giovani (nel 2012 i tirocini sono crollati del 20%) a fare i conti con la mancanza di lavoro e la difficoltà a trovare un impiego.

Cresce (del 5,6%), in controtendenza con l’aumento della disoccupazione, il numero degli avviamenti: «Ma questo dato - avverta il segretario confederale Paolo Gozzani - va interpretato anche come la necessità di chi si ritrova a fare i conti con la mobilità che arriva dopo la cassa integrazione prova a reinventarsi un lavoro, a mettersi in proprio. Quello che bisogna considerare è quanto queste attività poi possano andare a avanti e durare nel tempo».Da segnalare anche il picco registrato nel ricorso alla cassa integrazione, a dicembre del 2012, è stato pari a 2,4 milioni di ore. Con una crescita del 13% rispetto all’anno precedente.

Il boom del marmo. È uno dei settori in ripresa. Ma per il sindacato c’è ancora tanto lavoro da fare. «Di fronte a certi fatturati - mette in evidenza Roberto Venturini della Fillea - 100 posti di lavoro in un anno non sono tanti». «I blocchi devono essere lavorati in loco - aggiunge Gozzani - questo per dare ossigeno alla filiera e incrementare l’occupazione al piano».

«Il sindacato fa ancora paura».

È una sorta di denuncia. Ma anche di appello quello che il segretario confederale Paolo Gozzani rivolge ai piccoli imprenditori, ai titolari di tante micro aziende che si trovano a dover fare i conti la crisi e, nello stesso tempo, a interfacciarsi con il sindacato.

«Molte piccole aziende - di chiara Gozzani - sono costrette solo adesso ad avere rapporti con noi, in passato minacciavano addirittura di non farci entrare nei cancelli delle loro imprese. Gli stessi lavoratori hanno sempre avuto grosse difficoltà, basti pensare che l’iscrizione al sindacato avveniva extra deleghe, ossia senza comunicazione diretta».

«In questo momento, all’interno di una crisi così pesante - conclude Gozzani- bisogna che questi piccoli imprenditori sappiano che il sindacato ha come priorità la tutela del lavoro: è da qui che partiamo e mantenere l’occupazione è la battaglia di tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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