Proteste
Bonifica, progetto fermo al ministero
Syndial sull’area ex Enichem: speriamo che l’istruttoria sia ultimata entro l’anno. 17 ettari in stand by da 29 anni
CARRARA. Il vice presidente di Assindustria Giancarlo Tonini, ha dichiarato recentemente in una riunione della commissione comunale del marmo, che le aziende apuane del lapideo hanno bisogno di nuovi spazi per fare investimenti e collocare nuove tecnologie nei propri insediamenti. E ci sarebbero occhi puntati sull’area ex Enichem, ora Syndial, come se fosse già bonificata. Peccato che quell’area da ben 29 anni è invece in attesa di essere definitivamente bonificata per poter essere restituita all’utilizzo e ad insediamenti produttivi.
Nel gennaio scorso la società del gruppo Eni aveva fatto sapere che c’erano ancora problemi con il ministero dell’ambiente per avere il via libero a disinquinare i suoli: cioè il sottosuolo dove ci sono ancora veleni delle vecchie produzioni chimiche, dall’ex Rumianca in poi, fino alla fermata definitiva dello stabilimento (che ha cambiato nome diverse volte, Anic, Enichem) nel 1984.
Oggi Syndial fa sapere che: «Con riferimento al periodo gennaio-giugno 2013, si comunica che prosegue la gestione ordinaria dell'impianto di trattamento delle acque di falda e della relativa barriera pozzi (costo di esercizio 1,2 milioni di euro l’anno), nonché il monitoraggio delle matrici ambientali. Si conferma la generale tendenza alla diminuzione dei contaminanti in falda. Si sono svolti degli incontri al Ministero dell'Ambiente per discutere alcuni approcci alla bonifica ed è stata inviata la documentazione tecnica richiesta. L'Azienda auspica un completamento dell'iter istruttorio in tempi stretti e comunque entro l'anno in corso».
Quindi a fine anno, forse, si saprà la risposta ministeriale alla società. Ma anche se fosse positiva, ci vorrà qualche anno per bonificare il sottosuolo dell’area di 17 ettari del sito di Avenza (nel quale, fu detto anni fa, ci sarebbero 200mila metri cubi di materiali inquinanti, dall'arsenico ai diserbanti).
Riportiamo, come memoria, anche ciò che Syndial aveva comunicato, in un precedente step di aggiornamento della situazione, a gennaio di quest’anno: «In atto la messa in sicurezza della falda, operativa 24 ore su 24,che garantisce il completo controllo della contaminazione. Si può rilevare che, dalla situazione iniziale ad oggi, la bonifica della falda è in positiva evoluzione, ovvero le concentrazioni dei contaminanti caratteristici sono molto diminuite: le concentrazioni dei fitofarmaci sono quasi ovunque sotto le CSC (concentrazioni soglia di contaminazione) e i clorurati aumentano nei composti di degradazione. Tutte queste valutazioni sono oggetto di reporting periodico agli enti e di controlli da parte dei soggetti preposti». «Nel 2011 il progetto Operativo di Bonifica del sito, suoli e falda, era stato valutato dagli Enti come "approvabile", a meno di alcune integrazioni. Tali integrazioni sono state consegnate da Syndial nel marzo 2012. Nel Luglio 2012 si è tenuta una conferenza dei servizi presso il Ministero dell'ambiente, alla presenza di nuovi interlocutori tecnici (essendo nel frattempo decaduta la Segreteria Tecnica del MATTM), i quali hanno disatteso i pareri dei predecessori, rimettendo in discussione dettagli tecnici che erano già stati ampiamente analizzati e concordati nel corso dei numerosi tavoli tecnici, tenutisi dal 2006 ad oggi. Syndial si sta adoperando per venire incontro alle ulteriori nuove richieste, tuttavia una simile aleatorietà rende difficile effettuare previsioni in merito all'avvio del procedimento di bonifica, né può essere di incentivo alla manifestazione di interesse per la riqualificazione dell'area da parte di eventuali imprenditori». Nel frattempo, Syndial ha già speso più di 25 milioni di euro per la messa in sicurezza del sito, e sostiene un costo di 1,2 milioni di euro all'anno per la gestione del sistema di contenimento e trattamento delle acque di falda». L’impianto di emungimento, è stato attivato nel 2004, con 28 pozzi.
Ricordiamo anche che nel gennaio del 2011, Syndial aveva spiegato che per completare la purificazione della falda, i tempi non erano prevedibili. E che per la bonifica del sottosuolo ci sarebbero voluti (dal momento dell'ok ministeriale, che ancora manca) cinque anni, procedendo per lotti.
Il sindaco Angelo Zubbani ha contatti periodici con l’ad di Syndial: «L’area non sarà svincolata dal Sin, ma il 26 prossimo a Roma ci sarà una conferenza dei servizi sul Sir (per il passaggio di altri Sin alla Regione) e chiederò notizie sul sito di Avenza. Riguardo al progetto di bonifica, è una partita tecnica fra la società e il ministero. Il sito resta per noi una zona bianca, ancora da pianificare ai fini produttivi».
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