Il Tirreno

«Grazie ai miei burattini do le bastonate alla crisi»

«Grazie ai miei burattini do le bastonate alla crisi»

Jonathan ha 31 anni e quando scende in piazza fa il pieno di grandi e piccini «Non avevo un impiego e me lo sono costruito da solo. E sono davvero felice»

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MASSA. Basta chiedere a un bimbo qualsiasi della riviera apuoversiliese se conosce Gioppino, l’orco Pasticcio o Masticabrodo per capire chi è Jonathan Famà. Agli adulti invece lo diciamo noi: è un ragazzo di 31 anni che ha realizzato un sogno, costruendosi un lavoro con le proprie mani senza bisogno di chiedere aiuto a nessuno. Jonathan è un burattinaio, uno di quegli artisti che muovono le marionette da sotto dandogli azione e perfino parola. E piace davvero un sacco ai più piccoli, tanto che le scuole massesi se lo contendono e nelle piazze (di tutta la Toscana) lo si può incontrare facilmente. Ogni serata che va in scena lo applaudono in centinaia. E lui con i soldi che gli danno ci vive, arrivando perfino alla fine del mese. Alla faccia della crisi.

Quando ti è venuta in mente l’idea di fare il burattinaio?

«A cinque anni, quando i miei genitori mi hanno fatto vedere uno spettacolo ai Ronchi. Da quel momento non ho voluto fare altro: muovevo ogni genere di pupazzetto».

Beh, ma a cinque anni era solo un gioco...

«No. Io già pensavo di farlo come mestiere. Tanto è vero che quando frequentavo la prima elementare andavo il sabato all’asilo per fare degli spettacolini per i bimbi. Da lì ho iniziato a perfezionarmi, assistendo agli spettacoli degli artisti più bravi».

E ora?

«Da quando ho 13 anni collaboro con il teatro di Estrelita, è una compagnia sinti famosa. Mi esibisco con la loro attrezzatura in attesa di averne una mia così grande».

Quindi aspetti di metterti in proprio?

«Sono già in proprio, ma il mio teatro me lo devo montare e smontare ogni spettacolo, vorrei un camioncino per poterne avere uno fisso. Ma non ho fretta. Grazie al Comune lavoro con le scuole e poi faccio le serate didattiche con Giocagiò. Non mi lamento».

Ma c’è qualcuno che ti dà una mano?

«La mia fidanzata Francesca quando ci sono delle storie con tanti personaggi, altrimenti faccio tutto da solo. Ho frequentato l’istituto d’arte, ma non ho seguito il corso giusto e quindi non sono capace a costruire i burattini e li devo comprare. Sennò le storie le invento io, tutte basate sul mio personaggio più importante: Gioppino. Grazie a lui ho 64 sceneggiature, insomma posso variare gli spettacoli a mio piacimento e così i bambini quando vengono vedono sempre qualcosa di nuovo».

E scusa la domanda: costa tanto un burattino?

«Gioppino è in legno e l’ho pagato 300 euro. Gli altri 39 sono in cartapesta e riesco ad averli a meno di cento euro. Ma devo fare attenzione a quando li picchio col bastone, sennò si rompono».

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