Il Tirreno

Stasera chiude il presidente Rossi

Stasera chiude il presidente Rossi

L’on. Rigoni: «C’è un asse che funziona tra comunità locale, Provincia e governo»

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CARRARA. Stasera alle 21 il governatore della Toscana Enrico Rossi chiuderà la Festa Democratica di Ca’ Michele. Una presenza ormai frequente quella del Presidente sul nostro territorio per testimoniare la vicinanza della Regione nelle situazioni di emergenza che purtroppo ci hanno visto protagonisti negli ultimi tempi. La presenza di Rossi, grazie anche al ritrovato asse tra amministrazioni locali, Regione e Stato dove il Pd è forza di governo - come sottolinea una nota del Pd, e come ha rimarcato la scorsa sera l’on. Andrea Rigoni, intervistato dai giornalisti Massimo Braglia del Tirreno e Franco Antola della Nazione - «ha sempre prodotto utili risultati rappresentati dallo sblocco dei fondi per la ricostruzione, al via libera alla riperimetrazione dell’area Sin con prospettive di sviluppo occupazionale, all’acquisizione da parte del Consorzio Zona Industriale dell’area ex Eaton perché gestisca accordi con aziende serie (inquinamento zero e significative ricadute occupazionali) e motivate». Nell’incontro di questa sera il presidente Rossi sarà intervistato dai giornalisti Cristina Lorenzi della Nazione e Aronne Angelici del Tirreno.

Tornando all’on. Rigoni, ha anche rivelato che proprio Rossi gli ha chiesto di organizzare un incontro con i sindaci Volpi e Zubbani, prima dell’intervista, per fare il punto sulle varie questioni aperte, fra cui la nuova legge regionale sull’escavazione. Fra le altre cose, in merito all’emergenza terremoto, Rigoni ha spiegato direttamente al sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi presente fra il pubblico, che a Roma è stato scelto di rifinanziare la legge 225 della Protezione civile, che di fatto era stata congelata dopo il caso Bertolaso; in sostanza, il capo della protezione civile prefetto Gabrielli sarà autorizzare a intervenire con provvedimenti di spesa, certo con nuovi meccanismi di garanzia rispetto al passato.

Tornando al Sin - ha ribadito Rigoni - con la regionalizzazione viene portato più vicino al territorio (dovrebbero restare di competenza nazionale l’ex Ferroleghe, l’ex Enichem e l’area Farmoplant) ma, attenzione «ciò non vuol dire che si liberano anche le aree inquinate. Si svincoleranno le aree svincolabili, anche perché qualcuno inserì più possibile nel Sin, un’area di terra di dieci chilometri per sedici, e una di mare di 10 per 18, pensando di accaparrarsi più soldi e annacquando le responsabilità. Non credo che la nostra provincia sia peggio di Taranto: le aree svincolabili torneranno a disposizione per gli investimenti nel manifatturiero, fondamentale per la provincia come il turismo». Questo - ha aggiunto - «insieme al fatto ad esempio che stiamo lavorando con il sottosegretario allo sviluppo De Vincenti per mettere delle risorse nell’accordi programma, sono solo due dei tanti esempi che dimostrano che abbiamo bisogno di questo governo, anche se non è il governo che avremmo voluto. Ma ora serve stabilità, per il Paese e per la nostra comunità».

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