Il dolore
Simposio in piazza XXV Aprile, sei artisti all’opera
CARRARA. In piazza XXV Aprile a Carrara si vedono i primi risultati di "Scolpire all'aperto - Omaggio ai caduti e agli invalidi sul lavoro: Per una rinascita di Carrara dalle sue origini nel lavoro"....
CARRARA. In piazza XXV Aprile a Carrara si vedono i primi risultati di "Scolpire all'aperto - Omaggio ai caduti e agli invalidi sul lavoro: Per una rinascita di Carrara dalle sue origini nel lavoro".
Il simposio è iniziato lo scorso 30 giugno ed andrà avanti ogni sera a partire dalle 18,30 fino al 4 agosto. Sei artisti internazionali per sei opere che prendono forma giorno dopo giorno: sono tutti scultori che hanno già partecipato ad altri simposi precedenti, selezionati dalla manager Francesca Alix Nicoli dei Laboratori Nicoli in accordo con il dirigente della Scuola del Marmo e il docente di scultura all'Accademia di Belle Arti di Carrara Piergiorgio Balocchi.
Gloria Gusella, 23 anni, è venuta da Padova per frequentare l'Istituto Tacca ed ha scelto di scolpire un paio di scarponi da lavoro: sono le calzature del cavatore, del popolo. Più avanti aggiungerà intorno agli scarponi una strada, simbolo del suo percorso personale ma anche di quella esemplare di "Fischia il vento".
Cagdas Sari, 33 anni, è arrivato dalla Turchia quattro anni fa: la sua scultura è come una colonna vertebrale avvolta da fasci e panneggi. Morimoto Satzuki, 28 anni, abita a Carrara già da quattro anni, dove è arrivata una volta completati gli Studi all'Accademia di Belle Arti in Giappone. Per questo simposio sta lavorando un blocco cubico di 50 centimetri per farne una testa di Mercurio.
Per Emiliano Moretti, 37 anni, livornese, la scultura "E' parte dell'artista": sta scolpendo un esserino, "un Pokemon" come lo chiama, che rappresenta in qualche modo lo scultore.
Oliviero Bertolaso, 41 anni, lavora su un'immagine forte: un "banchetto umano" di corpi umani smembrati - vittime della società e della guerra - avvolti in un sacco. Tra i partecipanti, anche un egiziano di 31 anni, Mohamed Naguib: è l'unico partecipante del simposio che lavora su un materiale diverso dal marmo; l'idea è di scolpire nel legno e di riprodurre poi in marmo. Si tratta di una figura femminile seduta e ieratica, che guardi dritto verso l'orizzonte del futuro. Chiara Piotto
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