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Scoppio del metanodotto: «Noi, mai stati risarciti»

Scoppio del metanodotto: «Noi, mai stati risarciti»

Il legale della famiglia Amadei: i periti Snam proposero un terzo del danno subìto dagli immobili, poi nonostante i nostri solleciti, è seguito il silenzio assoluto

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«Ma noi non siamo stati risarciti». E’ questa la replica della famiglia Amadei a quanto dichiarato dal sindaco di Tresana Oriano Valenti nei giorni scorsi a proposito del risarcimento di 200mila euro per danno di immagine al Comune, ottenuto dall’ente locale che si era costituito parte civile, da parte della Snam, per l'esplosione del metanodotto in località Molino, avvenuta il 18 gennaio 2012: ci furono dieci feriti di cui 4 gravi, e uno di loro, uno degli op5rai che stavano lavorando presso la conduttura, morì dopo quasi un mese dall’incidente. E ingenti furono i danni a diverse case.

L’avvocato Domenico Carponi Schittar, scrive per conto di Amadei Franco, Amadei Monica e Santini Maria, ricordando che «fanno parte delle vittime del disastro del metanodotto Snam» e che hanno «riportato rilevanti danni fisici ed economici». Il sindaco Valenti ha dichiarato che "i privati cittadini, una trentina" sono stati risarciti".

Ma, sottolinea il legale, per quanto riguarda la famiglia Amadei. «due componenti della stessa hanno riportato ustioni e lesioni non ancora esaurite, tre immobili hanno subito danni gravissimi, le attività fruttifere e vitivinicole sono state distrutte. I periti di Snam fecero una proposta orale e mai formalizzata di risarcimento per una somma pari a un terzo del valore dei soli danni agli immobili, dopodiché, nonostante una terza sollecitazione del 19.4.2012, è seguito il silenzio assoluto. Credo sia di pubblico interesse conoscere se l'affermazione del sindaco dell'avvenuto risarcimento dei privati sia fondata e da quali dati oggettivi risulti (e conseguentemente si debba concludere che solo la famiglia Amadei abbia il privilegio di non essere stata risarcita) e forse anche sapere che - quanto meno per quel che attiene alla famiglia Amadei e alle sue sofferenze e ai suoi danni - l'affermazione che "il comune si era messo in coda circa i risarcimenti" costituisce il vestito delle buone occasioni».

La signora Monica Amadei aggiunge: «MIa madre ha avuto ustioni nel 30% del corpo. Noi ora abitiamo nella nostyra casa, ma mio padre ha dovuto rifare il tetto con i propri risparmi, ma altre parti edilizie sono distrutte, il frutteto e il vigneto sono andati in fumo. Il silenzio della Snam nei nostri confronti è atroce: anche all’ultima lettera inviata il 19 aprile 2012 non ha risposto. Il Comune è stato risarcito per danno di immagine, e noi?».

Chi abita nella zona dove avvenne il disastro, non può dimenticare: l’esplosione del metano provocò un enorme cratere in un tratto interessato dalla conduttura del gas che collega La Spezia a Cortemaggiore di Parma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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