Sicurezza
La Rondine vola sulla crisi: il comparto artigianale va
Nel centro hanno trovato spazio anche negozi e attività di servizi Alcuni fondi ancora vuoti, ma il problema è la location: troppo periferica
MONTIGNOSO. È stata chiamata “La rondine”, forse non a caso. Forse voleva essere proprio un auspicio affinché portasse la primavera su un’economia locale troppo a lungo rimasta in letargo. È la zona industriale e artigianale sull’Aurelia, inaugurata ufficialmente circa due anni fa, ma che solo adesso, dopo mesi di sonnolenza incomincia lentamente a svegliarsi. Sono decine infatti le attività commerciali di recente apertura, che si vanno ad aggiungere alle numerose aziende industriali e ai diversi uffici insediatosi sin dalla sua nascita.
Ma avvolgiamo il nastro. Il progetto della zona industriale parte circa otto anni, all’epoca dell’amministrazione Binaglia. Dopo sei anni arriva l’inaugurazione con l’insediamento solo della parte direzionale e industriale. Solo in secondo momento incominciano a insediarsi le aziende del settore artigianale. «La partenza è stata con l’industriale e il direzionale – spiega l’assessore comunale alle attività produttive, Raffello Gianfranceschi – nel progetto infatti non erano previste attività commerciali di tipo artigianale. Solo in seguito si è capito che poteva essere un’opportunità e andava sfruttata». L’approdo delle attività commerciali artigianali è stato timido nel corso di questi due anni. Solo negli ultimi mesi si è assistito a una ripresa che ha portato al proliferare di numerose attività. «La parte dedicata all’industriale e al direzionale – continua Gianfranceschi – è al completo, o quasi. Per le attività artigianali invece sono ancora liberi alcuni fondi, ma è da notare che c’è stato gran fermento nell’ultimo anno. Nel momento in cui sarà completo, sarà un momento importante perché sarà sintomo di vitalità».
La vitalità nella zona si intravede già dalle numerose insegne apparse qua e là e dalle vetrine di quei fondi fino a qualche mese fa vuoti e adesso piene di colori. C’è infatti l’antica bottega di Adò e un laboratorio artigianale di accessori per la casa. C’è la Astro Lab, che produce materassi, lenzuola, oggetti per la casa, e un’attività che produce ghiaccioli artigianali. E ancora un negozio di ricambi per computer, uno per arredo casa e un ristorante con terrazza esterna. Insomma, c’è una micro città che sta prendendo vita. Peccato, però, la location: una zona solo di passaggio auto, lontana dai pedoni. «Il periodo è davvero critico – commenta Alessio Bongiorni, responsabile della Estro Lab – come da ogni parte, ma qui forse c’è anche un problema di flusso. Chi entra in negozio infatti compra e spende, il problema è che ne entrano pochi. Il problema forse è proprio la poca visibilità che abbiamo. Lavoriamo perché ci conoscono e vengono direttamente da noi».
«Lavoriamo molto con lo shop online fortunatamente – spiega Valeria del Sarto, di Very Art – e abbiamo venditori che girano l’Italia, altrimenti qui è ancora difficile riuscire ad attirare clientela. Speriamo si muovi qualcosa». Il punto sembra essere proprio questo: un’attività, lì, nella zona industriale, ci può stare solo se ha già una clientela e un “nome”, altrimenti avrebbe vita dura. Chissà però, che lì intorno, a breve, non sorga qualche attrazione che porti clienti.
Melania Carnevali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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