Il Tirreno

Il Bancarella Cucina stravinto da Bianchi

L’esperto sul palco a Pontremoli: «Non è mai tardi per nutrirsi bene l’82% delle patologie è dovuto ad una alimentazione non corretta»

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PONTREMOLI. «Più attenzione al cibo; che vuol dire più attenzione verso sé stessi». Con queste parole, Marco Bianchi (che ha anche salutato il nonno recentemente scomparso: “sono sicuro che da lassù sarà contento”) ha commentato il fatto che è riuscito a “stregare” i librai del Bancarella Cucina, vincendo l’ottava edizione del Premio con il suo libro “Un anno in cucina con Marco Bianchi” (edizione Ponte alle grazie). Un finale in piazza della Repubblica. Bianchi (volto noto del piccolo schermo con un programma su come dimagrire con alimenti di qualità) ha creato nel concetto di mangiare sano e bene un suo segno distintivo. Che va ben oltre all’aspetto estetico, infatti ha evidenziato come «l’82% delle patologie sono dovute ad un’alimentazione non corretta. Il cibo è una componente fondamentale della nostra vita e bisogna sempre capire di cosa il nostro corpo ha bisogno. Non è mai troppo tardi per cambiare stile di vita ed adottare un alimentazione più sana ed equilibrata». Sono risultate 28 le preferenze raccolte da Bianchi e tra gli altri libri finalisti si è creato un gigantesco “ingorgo” con tre libri che hanno ottenuto nove preferenze..

Con nove voti “Ars Culinaria” di Antonietta Dosi e Giuseppina Pisani Sartorio (Donzelli editore); “A pranzo con Giulia” di Michele Marziani (Guido Tommasi Editore) e “India in cucina” Pushpesh Pant (Electa). Distaccato di un solo voto, “Luigi Veronelli” di Gian Arturo Rota e Nichi Stefi (Giunti – Slow Food editori). Prima dello spoglio finale dei voti si è svolto un dibattito con i finalisti della serata condotto da Alfredo Pelle, master della Cucina Italiana, insegnante ai corsi di storia della gastronomia per l'AIS (Associazione Italiana Sommeliers) nel Veneto. Tema, inevitabilmente, il cibo e come la gastronomia si è evoluta in questi anni andando ad incidere su consuetudini che sembravano intoccabile. «Una volta si mangiava solo in luoghi determinati ed ad ore precise. Oggi l’offerta è spasmodica, l’attenzione per la qualità deve quindi divenire un punto saliente del consumatore».Il presidente della fondazione Città del Libro, Giuseppe Benelli ha ricordato il grande cammino svolto dal Bancarella Cucina.

Nel pomeriggio, nell’ambito del Premio, è stato presentato il libro di Luciano Bertocchi “Gli assassini del bigoncio”. Un romanzo che racconta della scomparsa di un vino tipico di Pontremoli, a causa delle esigenze del progresso che cambiano ritmi e stili di vita.

Riccardo Sordi

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