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Ospedale unico, neanche un appalto per le imprese locali

Ospedale unico, neanche un appalto per le imprese locali

Cna: un’occasione persa, rivedere i criteri di assegnazione E intanto il fatturato degli artigiani è calato del 34%

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MASSA. Il pavimento del nuovo ospedale apuano sarà - o potrebbe essere - realizzato con marmo friulano e non toscano, men che meno della provincia di Massa Carrara, capitale mondiale dell’ “oro bianco”. Una notizia che ha lasciato basiti amministratori e imprenditori.

Eppure per Cna quello dei marmi è lo scandalo minore. La confederazione che riunisce gli artigiani, infatti, ha seguito «l’assegnazione degli appalti e subappalti del nuovo ospedale, ancora in fase di realizzazione, in viale Mattei». Con la speranza che l’opera potesse garantire una boccata d’ossigeno all’economia locale, messa a dura prova dalla crisi. In altre parole: che le imprese del territorio potessero lavorare.

Paolo Bedini è presidente di Cna e, parlando del nuovo nosocomio, non usa mezzi termini: «Un cantiere importante - così lo definisce - un’operazione da oltre 150milioni di euro che sarà ricordata come una delle più grandi e colossali - questa l’espressione utilizzata - opportunità mancate».

Paolo Bedini è sorpreso per aver appreso la notizia che i pavimenti per gli atrii del nuovo edificio arriveranno da Udine, ma non può, però, non sottolinearle la prevedibilità: «Totalmente in linea con l'attribuzione dei vari appalti e subappalti. Non figura nessuna impresa locale che lavori direttamente alla realizzazione dell'ospedale. Neppure la mensa ha collocazione locale. Quello che invece ci sorprende è l'interesse e l'attenzione che si vuole attivare, per trovare una soluzione da parte della politica. La stessa politica - sottolinea Bedini - che, per quanto concerne le piccole imprese, non si è minimamente prodigata con la Regione Toscana al fine di tutelare l'economia locale. Sembra quasi che il territorio per le nostre imprese debba essere sempre off-limits».

Secondo Cna la politica avrebbe dovuto tutelare con “clausole blindate” alcuni aspetti dell'assegnazione degli appalti, come ha sempre sostenuto la principale associazione degli artigiani: «L'utilizzo di marmi locali avrebbe dovuto essere una delle clausole fondamentali, senza contare che avrebbe dovuto o potuto essere estesa anche al rivestimento esterno. Ci dispiace dover nuovamente segnalare, da un lato - prosegue Bedini - la scarsa considerazione che il nostro territorio ha all'interno degli uffici regionali e dall'altro la continua e disarmante scarsa attenzione che la politica locale rivolge alle aziende del territorio».

Gli appalti all’ospedale - spiega la confederazione - avrebbe permesso alle imprese artigiane di risollevarsi: «Il loro fatturato continua a crollare, come evidenziato da un recente studio. Nel portafogli delle imprese apuane mancano 64milioni di euro dei quali ben 52 - spiega Paolo Ciotti, direttore provinciale Cna - mancano proprio alle imprese del settore costruzioni che hanno perso, in un anno, rispetto al 2011, il 34% del fatturato. Nel 2012 hanno incassato circa 100 milioni di euro contro i 152 dell'anno prima. L'ospedale - tira le conclusioni - e non solo sotto l’aspetto della grande opera sanitaria, avrebbe potuto essere una grande occasione per sostenere l'economia locale. Peccato che ci si pensi sempre troppo tardi quando i giochi sono fatti».

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