Il Tirreno

Marea di rifiuti in spiaggia: controlli e bandiere rosse

Marea di rifiuti in spiaggia: controlli e bandiere rosse

La Capitaneria le ha fatte issare a solo scopo prudenziale Legni, sacchetti di immondizia e plastica dal Florida al porto

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CARRARA. Allarme ieri pomeriggio sulla spieggia per l’arrivo dal mare di un certo quantitativo di rifiuti: per lo più canne, bottiglie, plastica, ma anche sacchetti dell’immondizia pieni. In parte si sono spiaggiati, e in parte, per una striscia di mare di circa trecento metri, sono stati spinti dalle correnti verso il porto.

La fascia costiera che è stata interessata da questo problema-immondizia ha interessato gli stabilimenti balneari dal Florida fino alla spiaggia libera dell’ex idrovora. Chi più, chi meno.

Da dove arrivasse tutta quella roba è al momento un mistero. Ma non è stato piacevole per i bagnanti, che avevano deciso di fare un tuffo refrigerante in mare, trovarsi a nuotare in mezzo a quei rifiuti. Né passeggiare fra un sacchetto e l’altro di immondizia e canne portate dalla marea (il mare ieri era calmo).

La Capitaneria di porto è stata allertata. Sono scattate subiti ispezioni sia in spiaggia che in mare. Mentre i titolari dei bagni, dal Florida, al Sandro, al Lydia, e via via verso il porto, controllavano la situazione, la Capitaneria ha loro diramato l’avviso di fare issare le bandiere rosse sulle spiagge, a scopo solo cautelativo: non sono staccati divieti di balneazione, ma c’è stata solo una informativa ai bagnanti di stare attenti, in via precauzionale.

la Capitaneri ha inoltre avvisato l’Arpat, il servizio Ambiente del Comune e la polizia municipale.

Mentre i bagnini mettevano le bandierine rosse i titolari degli stabilimenti si davano da fare con il personale, nel ripulire il litorale.

«Io davanti al mio bagno sulla spiaggia non ho visto rifiuti – ha detto ieri Marco Pardi del Firenze, presidente di una delle due associazioni di operatori balneari di Marina – ma sono nel mare».

Al bagno Sandro, il presidente dell’altra associazione, Sandro Telara, era invece intento a togliere l’immondizia: «Anche sacchetti con la spazzatura dentro. E poi tavole, plastica e anche alghe di quelle che nascono nei fossi. Vorrei capire da dove arriva tutta questa roba». Da quanto si apprende dalla Capitaneria di porto, sono state effettuate ispezioni anche alle foci della Fossa Maestra e del Parmignola, ma lì la situazione era a posto.

L’immondizia a quanto apre proveniva da altri luoghi. Forse dal Magra, è stato ipotizzato, o da qualche altro canale? Di sicuro non è stato riscontrato inquinamento da sostanze oleose. E dalla Capitaneria si tende ad escludere che il materiale arrivato sul litorale possa provenire da navi in transito al largo.

Se l’inconveniente sulle spiegge è stato risolto in poco tempo grazie alla pronta opera di pulizia messa in atto dagli operatori degli stabilimenti balneari (che vogliono garantire un servizio di accoglienza perfetto per i loro clienti), resta l’interrogativo: come è finito in mare quel materiale? L’ultima pioggia può averlo rimosso, dovunque si trovasse, dalla terraferma?

Ci nzia carpita

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