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Extracomunitari sfrattati per uno revocato l’atto

Extracomunitari sfrattati per uno revocato l’atto

CARRARA. Sul provvedimento di sgombero alle due famiglie marocchine assegnatarie di alloggi Erp, il Comune torna sui suoi passi, ma solo a metà. A due mesi esatti dalla notifica dell’ordinanza con...

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CARRARA. Sul provvedimento di sgombero alle due famiglie marocchine assegnatarie di alloggi Erp, il Comune torna sui suoi passi, ma solo a metà.

A due mesi esatti dalla notifica dell’ordinanza con cui Arouche Ahmed e Warrak Abdelila venivano accusati di non aver occupato regolarmente le loro abitazioni e venivano quindi intimati ad abbandonarle, a seguito della mobilitazione di diversi esponenti politici e di numerosi cittadini, che avevano rilasciato dichiarazioni scritte per attestare la presenza costante delle due famiglie, dopo una serie di colloqui tra il sindaco di Carrara Angelo Zubbani e l’avvocato Vittorio Briganti, che segue i due casi, il Comune ha deciso di revocare solo uno dei due provvedimenti di sgombero.

Nei giorni scorsi infatti, Warrak Abdelila marocchino con cittadinanza italiana, padre di due bambini di 4 e 2 anni, assegnatario di un alloggio Erp a Bedizzano ha ricevuto infatti la revoca del provvedimento, che lo mette al riparo dallo sgombero.

Niente lieto fine, almeno per ora, per Arouche Ahmed, 77 anni, nato in Marocco ma residente in Italia da oltre 30 anni: per lui lo sgombero è stato confermato e adesso i tempi per il ricorso al Tar sono strettissimi.

«Il sindaco si era impegnato a congelare l’iter, ma così non è stato e quindi adesso ho pochi giorni per presentare il ricorso», spiega l’avvocato Vittorio Briganti, che definisce «fuori da ogni logica legale» la differenza di trattamento tra i suoi assistiti.

Secondo il legale, l’accusa di aver abbandonato l’alloggio non sussisterebbe in nessuno dei due casi: in particolare, Ahrouche sarebbe rimasto lontano da casa per un periodo di tempo sempre inferiore ai 120 giorni (la soglia indicata dalla legge nazionale) e avrebbe “sforato” solo una volta, a cavallo tra il 2003 e il 2004, per sottoporsi a un intervento in Marocco. «In quel periodo il mio assistito aveva ancora un contratto con Ater, che non ha mai contestato quel viaggio» spiega Briganti, che lancia un appello al sindaco Zubbani affinché congeli, questa volta davvero, il provvedimento e aspetti quantomeno un primo pronunciamento del Tar, evitando uno sgombero forzoso che, in via teorica, potrebbe essere attuato già a partire dalla prossima settimana.

E sempre al primo cittadino si rivolge Claudia Bienaimè, consigliera di Carrara Bene Comune – Idv, che ha seguito fin dall’inizio il caso dei due sgomberi: «Il sindaco non ha fatto tutto quello che avrebbe potuto fare».(c.ch.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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