Il Tirreno

il caso in commissione bilancio

Cat sulla strada del concordato preventivo

CARRARA. Ora le speranze di Cat risiedono in un pugno di immobili da vendere all'asta e nella vendita di in una manciata di azioni Atn. Alla commissione consiliare bilancio, di ieri, l’amministratore...

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CARRARA. Ora le speranze di Cat risiedono in un pugno di immobili da vendere all'asta e nella vendita di in una manciata di azioni Atn. Alla commissione consiliare bilancio, di ieri, l’amministratore unico di Car, Emanuele Giorgi ha confermato in via definitiva il concordato preventivo liquidatorio come unica via d'uscita per evitare il fallimento della società in liquidazione che già dal 2009 si era ridotta ormai a una società immobiliare e non più di trasporti pubblici. Su questi immobili - si tratta del deposito di Via Catagnina a Massa, degli uffici di Via Giovan Pietro ad Avenza, dell'ex capolinea ad Aulla e di altri due o tre piccole proprietà nella zona di Pontremoli - si basava la strategia di salvataggio di Cat. Ma la loro vendita, non ha avuto un buon esito: due anni dopo tutti gli immobili restano ancora nelle mani bucate del proprietario. Cat contava anche di riscuotere un credito di 470.000 euro dal Comune di Massa, proprietario del 47,10% del capitale, ma la legittimità dello stesso resta controversa. La società ha il 65% delle azioni Atn, società che tuttavia non se la passa splendidamente.

Insomma, la situazione del Cat era diventata insostenibile, con un totale di 7,3 milioni di debiti accumulati. Tra i maggiori creditori due banche, l'Unicredit e la Cassa di Risparmio di Carrara, seguite da fornitori per 2,5 milioni, dall'Agenzia delle Entrate, da Atn e dal Comune di Carrara, che ne detiene il 47,09% delle quote; senza contare le spese per le cause passive e per lo stesso concordato, che pur voluto "low cost" dall'AD Giorgi, ha un costo stimato dai 200. 000 ai 300.000 euro. Giunto alla conclusione che non ci siano altre soluzioni oltre a quella del concordato preventivo, Giorgi presenterà a breve ricorso al Tribunale di Massa con allegati gli ultimi bilanci societari e l'elenco dei creditori; in seguito a una verifica dei documenti il Tribunale dovrà accettare la proposta e nominare un Commissario Giudiziale che segua il caso. A Cat sarà a quel punto dato un termine di 60 - 90 giorni per presentare un piano di pagamento dei creditori e di 30 giorni per scrivere una relazione sugli eventuali movimenti compiuti dopo la presentazione della domanda. Per rispettare i patti con i creditori, non resterà che vendere all'asta gli immobili non ipotecati dalle banche così come tutte le azioni: ma nonostante lo svuotamento di tasche completo resta comunque lo spettro del fallimento. Al termine dell'esauriente punto sulla situazione dell'Amministratore Giorgi, la parola è passata al presidente di Commissione Roberto Conserva, che ha sottolineato come gli esiti della situazione su Atn - società che offre soprattutto un servizio sociale - siano meno drammatiche con questo concordato piuttosto che in caso di fallimento della Cat, e che ha infine ricordato che la settimana prossima ci sarà l'incontro con l'ad di Atn.

Chiara Piotto

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