Attenzione
Nuove scosse, ancora paura a Casola
Ben 160 le case dichiarate inagibili su 968 richieste di sopralluogo in carico ai tecnici del Comune. Gli sfollati sono 104
CASOLA. Nuove scosse telluriche, alcune delle quali, seppure di lieve entità, hanno agitato il già precario sonno dei casolini, parte dei quali ancora sfollati dalle loro abitazioni.
Nuovi tremori del terreno, dunque, si assommano a vecchie paure, in una zona dove ormai da un mese si convive col terremoto. Infatti, nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, i sismografi hanno registrato una serie di scosse, comprese in magnitudo che vanno da 1.3 a 1.6. Poi c’è stata quella delle 8,38 di ieri mattina (magnitudo 2.3) a far ricordare che il terremoto non ha ancora esaurito la sua energia. Movimenti non tremendi come quello del 21 giugno scorso (magnitudo 5.2) che, di fatto, ha dato il via allo sciame sismico che ancora flagella la Lunigiana orientale, ma comunque in grado di far stare con i nervi a fior di pelle la popolazione casolina e non solo.
Di questo ne è ben conscio il sindaco Riccardo Ballerini che sta ultimando il computo delle case danneggiate, totalmente o in modo parziale, dalle varie scosse telluriche.
«Sono ancora in corso le verifiche tecniche per completare il quadro degli edifici lesionati - esordisce Ballerini - ma posso fornire cifre abbastanza precise per comporre la situazione. Le richieste di sopralluogo sono 962, 653 delle quali già effettuate e, conseguentemente, sono state ritenute inagibili 160 abitazioni. Una cifra consistente per un Comune piccolo come il nostro, anche in considerazione del fatto che sono 58 le famiglie sfollate e, a conti fatti, 104 le persone costrette a restare fuori di casa, parte delle quali dormono nella palestra attigua a palazzo comunale e le restanti in tende predisposte dalla Protezione civile. Adesso la nostra speranza è che il commissario per l’emergenza, Giovanni Menduni, ci porti buone notizie da Roma. Infatti questa sera è in programma proprio l’incontro con lui, da cui potrebbe dipendere l’immediato futuro di queste famiglie».
Tornando alle scosse che mai smettono di far ballare il terreno, Ballerini dice: «Anche se siamo a circa duemila sussulti, la gente non si abituerà mai a convivere con questo scomodo “vicino”. Ogni volta che terremoto si fa risentire, ci si interroga con gli occhi: sarà una scossa forte, o no? Reggeranno ancora le case già colpite? Per non parlare poi quando il sisma arriva di notte, quando tutto è silenzio e il suo boato fa ancor più paura. Speriamo di uscire presto e senza altri danni da una situazione critica, al cui inizio ci sono state sottovalutazioni».
Fabrizio Palagi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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