Sicurezza
Nidi, beffa dei bonus le mamme lavoratrici non possono averli
Il Comune deve adeguarsi a una normativa per accreditare la lista delle strutture dell’infanzia
CARRARA. L’Inps dà la possibilità alle lavoratrici mamme di risparmiare economicamente sui costi a carico delle famiglie, per i servizi all’infanzia, erogando contributi, destinabili a baby sitter oppure alle rette per gli asili nido (pubblici o privati). Ma nel sito Inps no compare alcuna lista di strutture per l’infanzia accreditate nel Comune di carrara. Così, la possibilità di accedere ai suddetti contributi, è scaduta inesorabilmente l’11 luglio scorso, senza che le mamme lavoratrici abbiano potuto beneficiarne.
Si tratta, racconta una mamma che si è trovata in questa situazione, di 1800 euro, in sei tranche di 300 euro, che l’Inps avrebbe potuto erogare (purché la richiedente fosse stata ammessa nella graduatoria nazionale per l’accesso al contributo, rispetto ai redditi Isee) a favore dell’asilo nido comunale dove il figlio era stato iscritto. Ciò avrebbe comportato uno sgravio (totale o parziale) per la famiglia sulle rette da pagare. E per il Comune non ci sarebbero stati oneri, visto che i soldi li mette l’Inps. Ma perché Carrara non ha accreditato i propri asili nido sul sito Inps? C’è anche da dire che Carrara è in buona compagnia, in quanto nelle liste che si possono trovare sul sito dell’Inps, per quanto riguarda la provincia apuana compaiono solo due strutture per l’infanzia agganciabili ai contributi in questione: una a Montignoso e l’altra a Pontremoli. In altre province toscane compaiono invece liste di asili accreditati.
«Il motivo – spiega il sindaco Angelo Zubbani – dipende dalle ultime normative che ci impongono di presentare una nuova documentazione sui nidi, una S.C.I.A. Ci stiamo adeguando. I Nidi sono sicuri. Occorre solo predisporre la nuova procedura e depositare la Scia, abbiamo un programma». Il settore comunale Scuola conferma l’iter in corso. «I Nidi un tempo non erano soggetti a questa normativa. Ci stiamo aggiornando. Siamo in contatto con i vigili del fuoco».
La novità sarebbe quella introdotta dal Dpr 151/11 Prevenzione incendi, entrato in vigore nel novembre 2012. Nella precedente normativa, il D.M. 16/02/1982, gli asili non erano soggetti a controllo VV.F perché non erano riconducibili ad attività scolastica, prevista quest'ultima solamente a partire dai 3 anni (scuola materna, elementare, ecc.). Con il nuovo regolamento di prevenzione incendi (D.P.R. 151/2011) sono state incluse fra le attività soggette a controllo VV.F. anche gli asili nido con oltre 30 persone presenti (alunni + insegnanti). Al di sotto delle 30 persone non sono previsti obblighi di presentazione della S.C.I.A. VV.F. o di documentazione, ma la sicurezza antincendio deve essere valutata lo stesso; sopra le 30 persone, i titolari delle strutture entro il 7/10/2013, devono presentare la S.C.I.A. antincendio. Così ora il Comune sta predisponendo la documentazione. Ma intanto per il 2013, non avendo l’Inps la lista dei Nidi accreditati a Carrara, è sfumata l’11 luglio scorso la possibilità delle mamme lavoratrici di ottenere il bonus. Infatti l’Inps in un recente comunicato avvisava appunto che «Le legge di Riforma del lavoro del 2012 ha introdotto in maniera sperimentale per gli anni 2013-2015 la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere un contributo economico utilizzabile in alternativa al congedo parentale, per il servizio di baby sitting oppure per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati». Un’ente mette a disposizione soldi, la giungla delle normative e la burocrazia li frena. Una beffa per molte famiglie, in questi tempi di profonda crisi economica.(c.car).
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