La manifestazione
Frane e dissesto, 40 milioni da Firenze
Volpi incontra il presidente Rossi: l’impegno c’è, a settembre un protocollo. Le priorità sono i corsi d’acqua e il Candia
MASSA. Non è ancora scritto nero su bianco, ma l’impegno della Regione c’è tutto. Ed è un impegno da 40 milioni di euro.
Soldi che, in due tranche, dovrebbero lasciare Firenze per finire nelle casse del comune. Con un obbiettivo: interventi di risanamento idrogeologico. In parole semplici, progetti per mettere in sicurezza le zone più fragili del territorio, quelle ferite dall’alluvione del novembre scorso.
Il sindaco Alessandro Volpi a Firenze è già andato un paio di volte: incontri preparatori e non ufficiali. Ieri, invece, il primo tavolo tecnico e l’impegno del presidente Enrico Rossi a versare 40 milioni di euro all’amministrazione. Decisione da “ratificare” certo, ma percorso intrapreso tanto che a confermare il contributo regionale è lo stesso sindaco Volpi.
Prima confronti informali, dicevamo, e ieri tutti intorno ad un tavolo. Non soltanto la politica, ma anche i tecnici: a Firenze Fabio Mercadante, dirigente del settore protezione civile e il progettista Fernando Della Pina. All’ordine del giorno c’è la bozza di protocollo per l’accordo tra Comune e Regione, quello che dovrebbe assicurarci, appunto, 40 milioni in due anni.
«Il presidente - Alessandro Volpi ricostruisce il percorso - si è assunto un impegno, l’obbiettivo è stendere un protocollo a fine estate, tra settembre e ottobre».
Una cosa è certa: i soldi - non pochi spiccioli - arriveranno in due rate. I primi 20 milioni potrebbero finire nella cassaforte di palazzo civico già il prossimo anno. Nel 2015 la seconda metà. Ancora in discussione l’eventualità di altri e successivi trasferimenti.
Adesso sindaci e tecnici, in attesa del protocollo, sono al lavoro per definire le priorità: se i soldi arrivano deve essere pronta la lista degli interventi.
Sul dettaglio Volpi ancora non entra, ma un’idea di cosa fare ce l’ha: «Sicuramente sono necessarie opere sulle aste fluviali e su una parte del Candia».
Insomma, lavori lungo i fiumi e messa in sicurezza di una delle zone collinari più fragili.
L’amministrazione ci tiene a farsi trovare pronta: se a settembre sul protocollo saranno apposte le firme di Rossi e Volpi, lo step successivo sarà stendere i progetti e velocizzare il percorso per l’esecutività: «Contiamo - parola del primo cittadino - di poter iniziare le opere dal 2014».
Tempi brevi, dunque. Almeno nelle intenzioni dell’amministrazione.
Chiara Sillicani
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