Il dolore
Ai campeggi il postino non suona più
Operatori disperati: da tre settimane non riceviamo una lettera. E nessuno ci spiega il perché
MARINA. La cassetta della posta è vuota. Beh, la prima mattina pensi che sia un caso, magari non ci sono lettere per te. Ma la cosa si ripete per tre settimane di fila, allora la casualità non c’entra nulla. La parola giusta è disservizio. Se - il quadro si fa più complicato - sei un operatore turistico alle prese, come ogni imprenditore, con scadenze, pagamenti e tributi, il problema si amplifica.
Ebbene sì, i campeggiatori, senza alcuna eccezione, aspettano la posta da una ventina di giorni. I corrieri e le agenzie private recapitano lettere e plichi regolarmente, ma del postino in via delle Pinete, a Partaccia, nemmeno l’ombra.
I campeggiatori corrono ai ripari, alzano il telefono, tentano di prendere contatto con gli uffici addetti allo smistamento, ma non ci riescono. E sono preoccupati: devono arrivare le fatture, in ballo c’è la scadenza dell’Iva e i controlli non perdonano.
Marco Luccetti è il presidente di Ageparc, l’associazione che riunisce proprietari e gestori di camping. È lui a farsi portavoce della categoria: «Il problema riguarda la stragrande maggioranza degli operatori. Mi risulta - aggiunge, a completare il quadro - che adesso anche i residenti facciano i conti con ritardi o mancata consegna della posta. Arrivano molti documenti bancari perchè il recapito è affidato ad agenzie private, ma per il resto nulla».
Il rammarico è non avere la più pallida idea di cosa stia capitando: «Da un paio di giorni non riusciamo a contattare l’ufficio smistamento di Massa, abbiamo telefonato a Firenze, ci è stato confermato il numero, ma niente di niente. Non vogliamo fare i conti con ritardati pagamenti o fatture che non arrivano per un disservizio». Insomma, se il problema esiste, l’obbiettivo è capire cosa lo abbia causato, quindi risolverlo.
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