Sicurezza
Le commissioni consiliari spaccano la maggioranza
I volpiani ne propongono sette con nove membri ciascuna, ma il Pd si astiene La proposta passa soltanto con i voti di Sel, Rifondazione e Socialisti
MASSA. Non sono segnali positivi per la maggioranza. Forse non una spaccatura, ma certo un rumoroso scricchiolio. Che si fa sentire bene, ieri mattina, in commissione statuto.
La commissione - per chiarezza - non ha carattere permanente, sarà al lavoro per un anno, dovrà rimettere mano al regolamento comunale. A comporla un rappresentante per ogni gruppo consiliare. Ma il voto è ponderato: ciascuna testa vale per tutti i membri del gruppo che rappresenta. Ieri all’ordine del giorno c’è un tema delicato: numero e componenti delle commissioni, quelle permanenti, però, che preparano atti da sottoporre al vaglio del consiglio comunale. L’articolo 23 del regolamento, attualmente in vigore, prevede tante commissioni quanti assessorati. Tradotto: dovrebbero essere cinque. Ma la maggioranza - e lo ha motivato più volte - ne propone sette con nove membri ciascuna (6 di maggioranza, 3 di minoranza). Con lo scopo, dichiarato, di evitare sovraccarichi di lavoro. Del resto quella proposta è frutto di conciliazione, mediazione politica, “sudate” riunioni. Ma nonostante sudore e tentati accordi, la maggioranza non tiene.
Ieri, in commissione statuto la conferma: arriva - come dicevamo - lo scricchiolio. Elena Fruzzetti, membro del Pd, lascia la seduta. La proposta va in votazione e incassa - il voto è ponderato - un 12 a 11 (il Pd vale 9). C’è il sì di Socialisti, Sel, Rifondazione e liste Volpi. Non quello dei democratici. Insomma, la proposta passa, ma non con il sostegno di tutta la maggioranza che l’ha “partorita”.
E arrivano, puntuali, le polemiche. Andrea Ofretti siede in commissione per gli arancioni e legge la scelta di Elena Fruzzetti come un segnale inequivocabile di fragilità interna alla coalizione che governa la città: «Quanto accaduto - sintetizza - mi sembra la chiara dimostrazione - che la coesione e il richiamo alla partecipazione di cui la maggioranza ha fatto la propria bandiera, siano aria fritta. La proposta è passata per un voto. Viene da riflettere».
Più cauto, invece, Paolo Della Pina, consigliere di Cittadini al centro (all’opposizione), presidente della commissione statuto: «Ci riuniremo nuovamente alla presenza del segretario comunale per valutare gli aspetti tecnici. Non voglio fare polemiche, troveremo la quadratura del cerchio».
Poi Della Pina ricorda che l’ultima parola è del consiglio comunale: qualsiasi sia la decisione della commissione Statuto, alle assise spetta dare “il via libera”. Proprio perchè la commissione svolge un ruolo preliminare e preparatorio. Insomma, allo scricchiolio la maggioranza può ancora rimediare, per evitare la frattura. Del resto rimane da giocare la partita vera: presidenze e criteri di attribuzione.
Chiara Sillicani
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