La denuncia di Più Toscana «Paga solo il 28% dei pazienti»
MASSA. «Duecentoventotto giorni per un'ecografia all'addome e ticket pagati solo dal 28% dei massesi? Mentre la sanità toscana affonda, a Massa il privato, dopo Groupon, pubblicizza carte...
MASSA. «Duecentoventotto giorni per un'ecografia all'addome e ticket pagati solo dal 28% dei massesi? Mentre la sanità toscana affonda, a Massa il privato, dopo Groupon, pubblicizza carte convenzionate che danno diritto a sconti fino al 45% per prestazioni sanitarie. Ecco i primi effetti dello smantellamento della sanità pubblica inaugurato da Marroni». Lo denuncia il consigliere regionale del gruppo Più Toscana e membro della IV commissione "Sanità", Gian Luca Lazzeri, che punta l'attenzione sulla nascita nel mercato privato di una Card Sanità che a fronte del versamento di un quota annuale (circa 25 euro) offre la possibilità di usufruire di prestazioni sanitarie a prezzo ridotto, con sconti che vanno dal 5% al 45% in 93 strutture sanitarie private convenzionate in Toscana.
«Dopo l'effetto Groupon, - spiega il consigliere - che in risposta al caro ticket del sistema sanitario regionale ha inaugurato la sanità low cost, oggi ci troviamo di fronte a una sistematizzazione dell'offerta privata che potrebbe rubare sempre più pazienti a una sanità pubblica che ora rischia la concorrenza di sistema».
Solo a Massa i centri convenzionati sono già 4 e offrono prezzi dimezzati e azzeramento delle liste d'attesa in un territorio, quello dell'Asl 1, dove la percentuale di visite cardiologiche svolte entro 15 giorni è solo del 17%, mentre per quelle neurologiche del 33%. Percentuali che tradotte in giorni d'attesa significano 153 giorni per una risonanza magnetica oppure aspettare fino a febbraio del 2014 per un'ecografia dell'addome ma anche attendere 178 giorni per un risonanza basale. Attese inaccettabili che vanno a braccetto con una soglia record di esenzioni dai ticket che a Massa.
«Se a questo si aggiunge che a pagare i ticket a gennaio era stato solo il 28% dei massesi (173mila pazienti) si comprende come chi ha un reddito superiore ai 36.000 euro cerchi rifugio in un privato che sta mettendo solide radici in Toscana», conclude Lazzeri.
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