Il Tirreno

dopo la richiesta di proroga delle indagini

«Ci costituiremo parte civile»

«Ci costituiremo parte civile»

Gianni Musetti: finalmente giustizia per i vergognosi fatti del 2011

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CARRARA. «Dopo più di due anni finalmente inizia a intravedersi giustizia per i vergognosi fatti del 2 luglio 2011»: è questo il commento a caldo del segretario provinciale de La Destra Gianni Musetti in merito ai quarantasei avvisi di garanzia recapitati in questi giorni a numerosi esponenti politici e dirigenziali di Carrara, a seguito dei disordini causati da una manifestazione non autorizzata che contestava l'arrivo dell'on. Francesco Storace e di Adriano Tilgher.

«Ritengo - continua Musetti - sia una vergogna per la città di Carrara che tra i destinatari degli avvisi di garanzia vi siano anche dirigenti comunali, che si sono resi partecipi di una manifestazione violenta, non autorizzata, che ha bloccato il litorale carrarese per un giorno intero e spaventato residenti e turisti in piena stagione estiva. Tra di loro vi è pure chi dovrebbe occuparsi di cultura: non posso fare a meno di chiedermi quale sia la cultura promossa da questo individuo, forse quella del lancio dei sassi o dell'intolleranza verso chi promuove eventi politici non allineati col proprio pensiero? Per non parlare della mancanza di rispetto di questi nei confronti di quell'imparzialità che sempre dovrebbe caratterizzare gli uffici e gli incarichi pubblici, a tutela della cittadinanza e di chi, con le proprie tasse, paga il lauto stipendio di questi signori, che la mattina si riempiono la bocca di tolleranza e valori democratici, per poi andare in piazza a lanciare bottiglie e pietre il pomeriggio. Nel processo che si aprirà - conclude il dirigente de La Destra - il nostro partito si costituirà parte civile, a tutela e difesa della libertà di espressione a Carrara e della libertà di fare politica in questa città per chi che quel giorno prese parte al nostro convegno e per i tanti giovani che tutt'oggi animano le nostre sedi nel territorio apuano».

Tecnicamente, i 46 indagati hanno ricevuto l’avviso di richiesta di proproga delle indagini preliminari; il reato contestato è di manifestazione non autorizzata (articolo 18 del regio decreto 18 giugno 1931 n. 773): in sostanza, i promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore. La manifestazione vi era stata ugualmente, con tanto di tafferugli. I destinatari dell’avviso di proroga delle indagini (che di fatto equivale a un avviso di garanzia) sono persone note, come l’ex consigliere comunale Piero Marchini, il dirigente comunale Ildo Fusani, l’ex candidato a sindaco del Pcl Paolo Vannucci, Umberto Moisè dell’Arci. Sono 46: Piero Marchini, Mauro Menegoni, Bruno Truglio, Paolo Vannucci, Emiliano Bertagnini, Gaetano Miallo, Rinaldo Valenti, Davide Leonardi, Ivan Dazzi, Gianluca Attuoni, Matteo Bartolini, Paolo santelli, Ildo Fusani, Stefano Fregosi, Francesco Cattani, Valter Spallanzani, Umberto Moisè, Claudio Pasquali, Renato Borgioli, Giancarlo Quattrini, Matteo Procuranti, Nicola Bonaldi, Giovanni Santi, Davide Lazzaroni, Silvano Ratti, Luigi Truglio, Francesco Ceccarelli, Daniele Filipetto, Giovanni Barbera, Franco Rossi, Gino Vatteroni, Luca Petrazzini, Gian Marco Borsalino, Filippo Ricci, Alberto Ceccarelli, Francesca Mattei, Roberta Mattei, Donato Landini, Carlo Musetti, Marzia Palmira Bertilorenzi, Alessandro Ravenna, Gabriele Andreani, Roberto Vecchione, Mirko Buffa, Dario Buffa, Alessandro Luca Invernizzi.

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