Il Tirreno

Pomario, riaffiorano le mura del ’500

Addio definitivo all’idea di un parcheggio. Uilian Berti: troveremo altre soluzioni, l’area deve tornare ad essere un giardino

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Che tra rovi e spine potesse nascondersi un tesoro era intuibile. Adesso, però, c’è la conferma: qualche giorno di lavoro ed eccole, fare capolino, le antiche mura cinquecentesche.

L’amministrazione decide di pulire l’area del Pomario e si ritrova con un vero e proprio reperto storico tra le mani. Cosa ne sarà di quelle mura e dell’area è ancora da vedere, ma una cosa è certa: da quelle parti di macchine non ce ne saranno. Addio parcheggio - definitivo o provvisorio che fosse - in area Pomario. E - aspetto non secondario - perequazione da ridefinire.
I terreni e il diritto a costruire. Nel cinquecento meraviglioso giardino, il Pomario ha perso negli anni lo splendore che solo la simmetria rinascimentale sa regalare: sterpaglie e rovi hanno sostituito siepi e alberi da frutto. Poi la decisione, nell’ambito del progetto Piuss, di recuperarlo. Primo passo: riportarlo nelle mani del Comune. L’area è di privati, infatti, e per riacquisirla l’amministrazione (giunta Pucci) gioca la carta della perequazione. Un parolone per dire che il privato cede la proprietà - in questo caso del Pomario - e acquista, in cambio, un terreno in cui edificare. Così il vecchio giardino torna al Comune che autorizza all’edificazione di una palazzina - i lavori sono in corso - in via Croce. Seconda perequazione per un’area limitrofa al vero e proprio giardino, dall’altra parte della strada: anche in questo caso il privato può costruire, in un terreno adiacente la scuola Bertagnini, ma - ecco la perequazione - deve realizzare un parcheggio, sempre in zona e una rotatoria su via Venturini. Il cantiere per l’edificio (residenziale e commerciale) apre i battenti, ma le opere a carico del privato, invece, non ci sono. Il posteggio, ad onor del vero, c’è, una sessantina di posti realizzati, però, dal Comune: cede un muro, l’amministrazione (l’assessore competente era Fabrizio Brizzi) mette in sicurezza l’area e realizza il parcheggio. A sue spese. Il progetto per la valorizzazione del Pomario cambia, la rotatoria, prevista inizialmente su via Venturini, non si fa più, quindi nessun lavoro rimane a carico del privato. Ecco quindi l’idea di farne un altro di parcheggi, proprio a ridosso del vecchio giardino.
Vecchie mura, niente posti auto. Salta, però, anche questa ipotesi. A confermarlo è il vicesindaco Uilian Berti: affiorano le mura del ’500, scattano le normative a tutela dei beni storici. Da quelle parti di macchine neanche l’ombra. E adesso - questa la vera partita - non solo deve essere ridefinito l’accordo con il privato, ma l’amministrazione deve mettersi al lavoro per individuare aree di posteggio alternative. I tempi stringono, i lavori al mercato coperto potrebbero partire a breve. Ma è impossibile mettere in moto le ruspe prima di aver trovato un’area che possa ospitare almeno i 70 posti cui dovremmo rinunciare a cantiere aperto.

Incontri con i cittadini. «Valuteremo altre ipotesi - conferma Berti - sull’area c’è un vincolo della soprintendenza. Le mura ne confermano la naturale vocazione. Credo che la zona, tutta quanta, debba tornare ad essere un giardino. In ogni caso - prosegue - promuoverò a breve un ciclo di incontri con i cittadini. Il percorso deve essere condiviso». Comunque - questo è assodato - il parcheggio, anche se provvisorio, al Pomario non si farà.

Chiara Sillicani

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa