La manifestazione
Estate, pronto soccorso nel caos
Una famiglia di turisti ha atteso sette ore per avere l’esito dei raggi x a un piede: «È uno scandalo»
MASSA. Quel piede le faceva davvero male, tanto che Elena non riusciva quasi a camminare. La botta che aveva preso proprio sull’alluce era stata tremenda e aveva la netta impressione di essersi rotta qualcosa. Così venerdì mattina si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Massa. Erano le 11.45 quando hanno registrato il suo arrivo, un normale codice verde e quindi sapeva che avrebbe dovuto aspettare un bel po’ prima di uscire da lì con una risposta. Non poteva immaginare, la donna, però che a casa ci sarebbe andata alle 18.50. Dopo la bellezza di sette ore. Così ha deciso di segnalare al profilo Facebook del Tirreno la vicenda.
Dopo essere stata registrata Elena ha atteso il suo turno fino alle 14, quando è stata chiamata dall’infermiera e invitata a raggiungere il laboratorio dei raggi x. Una manciata di minuti per l’esame e poi le è stato chiesto di tornare in sala d’attesa. Con una rassicurazione: «Entro breve arriverà il suo referto, abbia un po’ di pazienza». E la donna pazienza ne ha avuta perché i primi segni di malessere ha cominciato a manifestarli verso le 17.10, quando erano già trascorsi la bellezza di 180 minuti dai raggi x. Ha chiesto quanto avrebbe dovuto attendere quel referto ed è arrivata la seconda rassicurazione: «Qualche minuto ancora, ma ormai dovrebbe essere qui». «Una vera vergogna - ha scritto al Tirreno Elena - noi cittadini paghiamo le conseguenze della cattiva gestione e della mancanza dei controlli che all’epoca delle vacche grasse non venivano fatti». Uno sfogo, ma intanto i minuti in quella sala d’attesa si accumulavano senza soluzione di continuità.
Alle 18.42 l’ennesimo grido disperato: «Ancora niente, siamo qui da quasi sette ore e nessuno ci fa sapere nulla di quella radiografia. È possibile passare un’intera giornata all’ospedale?». Otto minuti dopo ecco che Elena viene chiamata dal medico che le conferma quello che lei sapeva già, visto che zoppicava vistosamente: «Il dito è effettivamente fratturato, le conviene stare a riposo per qualche giorno». Lei ha preso il referto ed è tornata finalmente a casa. «Certo che se i risultati delle nostre detrazioni in busta paga sono questi c’è davvero da essere preoccupati».
Le sette ore di attesa sono un record, ma chi entra al pronto soccorso con un codice verde un po’ di tempo prima di uscire lo passa. Venerdì poi è stata una giornata difficile per medici e infermieri, che si sono trovati - complice l’arrivo dei turisti per il fine settimana - una lunga serie di prestazioni da smaltire. E così a rimetterci sono stati un po’ tutti, ma in particolare le persone come Elena che in ospedale ci sono andati perché avevano effettivamente un problema serio. Come testimonia il referto del radiologo, arrivato dopo 420 minuti di impaziente attesa.
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