Il Tirreno

Castelnuovo, Comune chiuso per 4-5 anni

Sos del sindaco Favini al ministro Orlando: danni insostenibili per una comunità di 8mila abitanti

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CASTELNUOVO MAGRA. «Se ne riparlerà se tutto va bene fra 4 o 5 anni». Così ha detto, senza troppi giri di parole, il sindaco Marzio Favini alla fine dell’incontro con gli abitanti del centro storico, annunciando la chiusura del palazzo civico, la struttura settecentesca Ingolotti Cornelio, e di conseguenza degli uffici pubblici e anche dell’Enoteca regionale della Liguria.

Un simbolo per i residenti, un valore artistico per i tanti turisti che negli anni lo hanno visitato, ma che adesso necessita di cure per poter tornare al vecchio splendore.

La situazione attuale vede quindi l’Enoteca regionale trasferita in parte nei locali del vicino Museo del Vermentino (a questo punto meno male che anni fa il Comune abbia acquistato quella struttura e, con i fondi di progetti europei, lo abbia trasformato in un museo), mentre la segreteria organizzativa dell’Enoteca resta nei locali attuali che non sono interessati dall’evacuazione.

«Faremo ugualmente iniziative – spiega il presidente Federico Ricci – perché non vogliamo che la funzione dell’enoteca, cioè quella di promozione dell’enologia di qualità, venga meno nei mesi in cui anche dal punto di vista turistico c’è un discreto movimento. Ringrazio per questo il sindaco per averci messo a disposizione il Museo del Vermentino».

Fino a data da stabilire, dunque, gli uffici amministrativi di palazzo Ingolotti Cornelio sono chiusi, con relativo trasferimento nella sede di via Canale.

Intanto il sindaco ha scritto sia al ministro all’ambiente, lo spezzino Andrea Orlando che alla Regione Liguria evidenziando come «senza aiuti esterni le modeste possibilità finanziarie di un Comune di 8mila abitanti non consentono certamente di affrontare il problema, studiando le cause del dissesto e mettendo in atto le azioni necessarie la messa in sicurezza e il ripristino delle condizioni di agibilità dell’immobile e dell’enoteca regionale. Chiediamo la collaborazione del ministero per effetturare gli studi tesi a comprendere le cause dei fenomeni di fratturazione esistenti, nonché l’attivazione di un tavolo di confronto, anche nell’ottica di attivare sinergie e percorsi condivisi verso la prossima programmazione europea 2014-20 dove speriamo di poter reperire le risorse per gli interventi di messa in sicurezza, ripristino e restauro dell’edificio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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